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Lui è accusato di stupro, lei dice al giudice: «Io urlavo no!»

Padova, la ragazzina ha ricostruito l’aggressione. L’imputato è Filippo Roncato 22enne di Loreggia, a processo anche per un’altra violenza

di Cristina Genesin
1 minuto di lettura

LOREGGIA. Provata. Ferita. Eppure con il coraggio di una donna forte, nonostante i 18 anni compiuti da poco, forse grazie al sostegno dei genitori che, anche in aula, le sono sempre rimasti vicino.

Si è presentata così ieri davanti al tribunale di Padova la ragazza che accusa di violenza sessuale aggravata (in quanto commessa su una minorenne all’epoca dei fatti) Filippo Roncato, 22enne di Loreggia (ieri assente).

La seconda presunta vittima (presunta finché non c’è almeno una sentenza di primo grado) visto che il giovane è protagonista di un altro processo per lo stesso reato davanti al tribunale di Treviso. E, dopo la revoca degli arresti domiciliari, si trova sottoposto alla misura dell’obbligo di firma.

È il 13 luglio 2016. «Quel giorno ero a casa. È suonato il campanello e alla porta si è presentato Filippo» ha raccontato la ragazza del cui fratello l’imputato era amico. Anzi, i tre condividevano gli amici nella stessa “compagnia”. «Si è seduto sul divano accanto a me. Poi mi ha baciato. Io l’ho allontanato, lui si è slacciato i pantaloni, gettandosi addosso a me... Io non ho detto “no”, ho urlato “no”».

Solo a quel punto – sempre stando alla ricostruzione – Filippo avrebbe desistito.

«E sono scappata» ha concluso la 18enne. Il fratello stava lavorando in giardino con il tagliaerba, un macchinario rumoroso che gli avrebbe impedito di sentire la richiesta d’aiuto della sorella, ha spiegato il padre della ragazza. Ragazza che subito si era rivolta a un’amica (pure testimone»): disperata, aveva voluto andare a dormire a casa sua. È stata l’amica a raccontare tutto alla madre e quest’ultima si è decisa ad accompagnare la vittima a casa nonostante fosse ormai notte, informando i suoi genitori. Subito erano stati “convocati” il padre e la madre di Roncato, accorsi con il figlio. E lui si sarebbe limitato a dire: «Era consenziente».

In aula pure la madre della vittima: «Da allora mia figlia non ha più avuto alcun ragazzo... È sotto choc». Entrambi i genitori si sono costituiti parte civile tutelati dall’avvocato Pierilario Troccolo. A difendere l’imputato, che ha accettato di essere interrogato il 4 maggio, è l’avvocato Fabio Pavone: «Evitiamo condanne preventive nei confronti del mio assistito visto che il processo in corso a Treviso è tutt’altro che concluso» ha precisato a udienza finita. A giugno, infatti, riprenderà il processo nel quale Roncato – all’epoca pierre e oggi impegnato nell’azienda di mobili del padre – deve rispondere di stupro nei confronti di una 15enne avvenuto nell’area del locale Baita al lago a Castelfranco Veneto il 21 agosto 2015.
 

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