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Cinque poltrone per venti Ecco la rosa del Carroccio

Bitonci, Ostellari, Lazzarini e Miatello sono i favoriti nella corsa ai collegi vincenti Passo indietro di Marcato: duello nel Camposampierese per l’ultima chance utile 

PADOVA . Cinque poltrone per venti aspiranti parlamentari. Tanti sono i leghisti padovani inclusi nella rosa dei potenziali candidati alle politiche del 4 marzo. L’ha annunciato il segretario provinciale Andrea Ostellari in apertura del direttivo che ha sancito la prima “scrematura” dei curricula pervenuti, scartandone una dozzina perché privi dei requisiti richiesti: cinque anni - almeno - di militanza effettiva, un’attività lavorativa continuativa, la disponibilità a versare 20 mila euro d ...

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PADOVA . Cinque poltrone per venti aspiranti parlamentari. Tanti sono i leghisti padovani inclusi nella rosa dei potenziali candidati alle politiche del 4 marzo. L’ha annunciato il segretario provinciale Andrea Ostellari in apertura del direttivo che ha sancito la prima “scrematura” dei curricula pervenuti, scartandone una dozzina perché privi dei requisiti richiesti: cinque anni - almeno - di militanza effettiva, un’attività lavorativa continuativa, la disponibilità a versare 20 mila euro di contributo alla campagna elettorale (rimborsato in caso di mancata elezione). Tra gli ammessi, così, troviamo i probabili runners vincenti, i veterani e gli emergenti del partito, gli immediati rincalzi. La prossima tappa nella compilazione delle liste prevede che siano i vertici veneti - e in primis il segretario Gianantonio Da Re e il presidente Massimo Bitonci - a selezionare una decina di uomini e donne da sottoporre all’imprimatur di Matteo Salvini che avrà l’ultima parola circa l’assegnazione dei collegi vincenti agli esponenti del partito di Padova, fiducioso di centrare «almeno cinque» tra deputati e senatori.

Ma chi sono gli ammessi alla mensa elettorale? Il cerchio magico dei favoriti alla corsa romana include l’ex sindaco Massimo Bitonci (en passant presidente regionale della Lega), Ostellari, i sindaci Arianna Lazzarini (Pozzonovo) e Renato “Bobo” Miatello (San Giorgio in Bosco), e un rappresentante del Camposampierese dove il gran rifiuto di Roberto “bulldog” Marcato («Sto benissimo in Veneto», ribadisce l’assessore regionale) accresce le chance di un suo fedelissimo, Adolfo Zordan, il sindaco di Vigodarzere, insidiato però da rivali agguerriti. In città troviamo invece la “pasionaria” Mariella Mazzetto, il segretario di sezione Marco Polato, e poi Fausto Dorio, Paola Ghidoni, Mirco Gomiero. Ancora sindaci: Paolo “Fantomas” Tonin di Campo San Martino, Elena Muraro di Vescovana, Tiberio Businaro di Carceri. Nell’Alta scalpitano Daniele Canella, Giulio Centenaro, Matteo Milani, Luciano Cagnin e il portabandiera dei Giovani Padani, Alberto Stefani; la Bassa replica con Paola Lazzarin mentre il Piovese schiera il segretario di circoscrizione, Antonio Zorzi.

Basta. Il succitato rinvio alla direzione veneta per la definizionale finale delle liste nell’uninominale e nel proporzionale, ha smorzato sul nascere il dibattito consentendo a Ostellari di partecipare senza troppi patemi alla riunione milanese dei dirigenti del Carroccio. «Valuteremo con serenità le candidature finali, rispettando le aspirazioni di ciascuno ma privilegiando l’interesse del movimento e del nostro territorio», fa sapere da via Bellerio in barba alle malelingue che ironizzano circa il suo ruolo bifronte di esaminatore-esaminato.