Torcicollo assicurato per il disabile al cinema

La denuncia di un quarantenne di Galliera alle prese con zone riservate scadenti «Impossibile prenotare a Limena e anche vedere il film assieme a mia figlia»

GALLIERA. «Sono andato al cinema a Natale ma non ho potuto restare vicino alla mia famiglia, per chi è in carrozzina c’è solo la prima fila». A denunciare l’accaduto è un quarantenne di Galliera, Eddy Bizzotto, che tre anni fa, a causa di un incidente stradale, è stato costretto alla sedia a rotelle. Durante le feste di Natale ha deciso di andarsi a vedere un film d’animazione con la bambina e la moglie, e la scelta è caduta sul The Space di Limena. Ma sono iniziate le difficoltà: «In questo periodo i cinema sono presi d’assalto e attraverso il sito internet del multisala non era possibile prenotare i posti dedicati ai portatori di disabilità», racconta Bizzotto, che però non si è dato per vinto e ha cercato di andare fino in fondo: «Ho contattato varie volte i referenti del multisala che mi esortavano a presentarmi lì e che insieme avremmo trovato una soluzione. Dopo aver insistito mi ha risposto la direttrice che, allegando le piantine delle sale, per inciso tutte sprovviste di posti per i disabili se non in prima fila, mi ha detto che di prassi non c’è la possibilità di prenotare, e che quindi lei mi faceva la cortesia di darmi la sua email, ma che avrei dovuto contattarla ogni volta per tempo».

«A Limena purtroppo solo la sala 1 consente ai diversamente abili di sistemarsi in quarta fila, mentre nelle altre 13 rimanere in prima fila è un passaggio obbligato», puntualizza il papà dell’Alta Padovana. Per Bizzotto dunque l’unica possibilità per arrivare davanti al grande schermo e accontentare così sua figlia è stato presentarsi senza prenotare. «Come prevedibile il cinema era preso d’assalto, con lunghe, interminabili file», osserva il gallierano, «E una volta raggiunta la cassa, ecco la beffa: mi rispondono che l’unico posto disponibile era in prima fila, per cui il film neanche sarei riuscito a vederlo e, peggio ancora, sarei stato lontano dalla mia famiglia che sedeva in posti da dove è umanamente visibile la proiezione».

Una barriera da rimuovere: «Il multisala di Limena», sottolinea, «è stato costruito una decina di anni fa, appartiene a una catena di sale moderne ed è inaccettabile che non ci siano posti per i disabili». Bizzotto lancia un appello perché il suo caso possa incontrare le urgenze di tante altre persone: «Spero che la mia indignazione possa sensibilizzare su queste delicate tematiche, anche perché quella di Natale è stata l’ennesima occasione nella quale il cinema mi è stato interdetto. Prima dell’incidente ci andavo tre volte la settimana. Ma ora non posso più guardare i film con gli amici. Penso alle famiglie con bambini in carrozzina, perché non possono passare un’ora di serenità al cinema assieme come qualsiasi altra famiglia? ».

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