Monitoraggio dei terreni contro il rischio diossina

Monselice, dibattito in consiglio comunale sul caso della gallina contaminata Lunghi: «Strano che gli esami siano stati eseguiti da un laboratorio belga»

MONSELICE. La gallina “alla diossina” è stata argomento di discussione nel consiglio comunale di venerdì sera. Il sindaco Francesco Lunghi ha diffuso ai consiglieri un documento ricevuto qualche ora prima dai carabinieri del Nas di Padova, che all’indomani della denuncia del comitato Lasciateci Respirare ha voluto approfondire la questione. Il comitato aveva reso noto, il mese scorso, uno studio del dottor Federico Grim, biologo e presidente della società Ecoscreen, che rilevava una quantità di diossina notevole nell’organismo di una gallina di due anni cresciuta in un allevamento domestico alle pendici del monte Ricco. Gli inquinanti erano in una concentrazione tale da evitare il consumo alimentare di animali come quella gallina.

Il Nas ha comunicato ai carabinieri di Monselice – e Lunghi ha mostrato il verbale – i risultati di una verifica dei colleghi del Nas di Udine nel laboratoro Ecoscreen di Muggia (Trieste), refertatore del certificato di analisi della gallina colma di diossina. I militari hanno appurato che il laboratorio «non è accreditato per l’esecuzione delle analisi in argomento». Al Nas, il dottor Grim ha precisato «che le analisi sono state eseguite presso il laboratorio Sgs Italia di Villafranca Padovana, con il quale è stato sottoscritto un contratto per la specifica collaborazione». È tuttavia emerso che «le analisi sono state eseguite presso i laboratori Sgs in Belgio». Al nucleo dell’Arma sono quindi stati consegnati i documenti necessari a confermare che le analisi sono state effettivamente eseguite il 15 settembre 2016 nel laboratorio belga accreditato. «Mi limito a sottolineare l’anomalia di dover ricorrere a un laboratorio belga per fare un esame come questo» è il commento di Lunghi «Detto questo, crediamo nella necessità di rassicurare la gente sullo stato di inquinamento dei terreni cittadini. Lo stanno già facendo già Procura e Carabinieri, ma vogliamo dare un contributo come Comune. Per questo stiamo incaricando Ispra e Arpav di compiere un piano di monitoraggio su tutti i terreni monselicensi, e non solo quelli che gravitano attorno a cementifici e grandi poli industriali. Stiamo cercando di capire quanto ci costerà questo studio – tutto dipenderà dal numero di carotaggi – ma penso che entro quattro mesi potremmo avviare la campagna di monitoraggio».

Nicola Cesaro

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