Dal governo 56 milioni per il tram di Padova

Due i tracciati possibili per la nuova linea. Entrerà in funzione nel 2022

PADOVA. Annunciati, attesi, desiderati. Alla fine è arrivata ieri dal Ministero delle Infrastrutture la conferma del finanziamento da 56 milioni di euro (sui 60 richiesti) per la realizzazione della seconda linea del tram. Che per un curioso gioco di progettazione si chiama Sir3 e unirà la stazione a Voltabarozzo, passando dagli ospedali. Sia il Sant’Antonio (non si sa ancora se davanti o dietro, viste le incertezze sul passaggio in via Facciolati) ed anche il rinnovato Giustinianeo, che dopo l’accordo con il governatore Zaia resterà un polo sanitario cittadino con 900 posti letto. «È il più importante finanziamento pubblico per Padova degli ultimi anni – esulta Giordani – Se non sbaglio, non arrivavano così tanti soldi da Roma da quando fu costruito il nuovo tribunale».



Cantieri in un anno. La road map è già fissata («Lavoravamo sottotraccia a questo progetto da mesi», confessa il vicesindaco Arturo Lorenzoni). Entro marzo la decisione sul percorso e sul tipo di tecnologia da utilizzare (Translohr 2.0, tram tradizionale o bus elettrici con guida vincolata) e poi il via alla progettazione definitiva e esecutiva. Tra l’estate e l’autunno 2018 la gara d’appalto e prima della fine del prossimo anno l’apertura dei cantieri. «L’inaugurazione? Contiamo di farla noi entro il 2022», dicono i due.

Di certo si sa che il percorso avrà una lunghezza di poco più di 5 chilometri, con 12 fermate e un tempo di percorrenza di circa 25 minuti da capolinea a capolinea, con una frequenza di un mezzo ogni 6 minuti. L’infrastruttura più importante da realizzare è il ponte sul canale Scaricatore a Voltabarozzo: non si potrà utilizzare l’attuale ponte, anche se è sopravvissuto fino a oggi lo spazio per la vecchia tranvia a scartamento ridotto verso Piove di Sacco.

Finanziamenti e contributi. I 56 milioni con tutta probabilità non riusciranno a coprire la somma per la realizzazione dell’intera linea. «Anche se coprono gran parte della spesa», sottolinea Giordani. «E poi ci sono anche progetti europei che possono aiutarci a realizzare tutte le misure di contorno», aggiunge Lorenzoni che ha già messo gli occhi anche sulle risorse di Bruxelles.

Il bando del ministero delle Infrastrutture però prevede comunque una quota di co-finanziamento comunale del 10%, per cui dalle casse di Palazzo Moroni dovranno uscire circa 5-6 milioni di euro.

Comunque, secondo i due timonieri di Palazzo Moroni (accompagnati nel percorso dal “Caronte” Giorgio Santini), è certo che questi soldi non prenderanno mai la direzione contraria: «I soldi sono stati assegnati e anche se dovesse cambiare governo a marzo non ce li toglieranno – spiega il primo cittadino – Ma noi ci comporteremo lealmente e correttamente con qualsiasi esecutivo, è una questione di rispetto delle istituzioni».

La fase due. «Ora inizia una fase di progettualità sulla città e con la città. Anche perché questo sarà un progetto sviluppato con i padovani e non calato sui padovani», promette Arturo Lorenzoni, che nei giorni scorsi ha chiuso la firma del Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile che prevede anche il coinvolgimento dei comuni della cintura. «È l'inizio di un cambiamento della mobilità a Padova che rivoluzionerà il modo di muoversi dei nostri cittadini», aggiunge il vicesindaco.

Giordani, memore degli scontri già avuti con il comitato “No tram” di Voltabarozzo, non si tira certo indietro: «Parleremo con tutti i cittadini e le categorie economiche – promette – Ovviamente non possiamo accontentare tutti. Ma a me pare che il tram sia molto gradito ai padovani: funziona bene e rispetta i tempi. È la vera mobilità del futuro».

L’ambizione europea. «Con questo investimento Padova diventa una città europea che si proietta verso il futuro», tira le somme Giordani che chiarisce i punti forti del progetto: «Il problema delle polveri sottili si risolve solo con una mobilità pubblica potenziata – spiega – E un nuovo tram vuol dire anche lavoro per le imprese del territorio, valorizzazione dei quartieri e potenziamento del turismo». Alla fine c’è spazio per un siparietto tra i due alleati sui due obiettivi, ospedale e tram, centrati prima di fine anno. «Certo che due canestri su due è uno score piuttosto alto», sorride Lorenzoni. E Giordani rilancia: «Un regalo a Natale, un altro a Capodanno e chissà che non arrivi qualcosa anche per l’Epifania».

c.malfitano@mattinopadova.it
 

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