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Gli insetti da mangiare si allevano a Monselice

Due gemelli pordenonesi sono attivi da una decina d’anni in zona Schiavonia. Vendono attraverso una filiale svizzera perché l’uso alimentare in Italia è ancora vietato

di Nicola Cesaro
2 minuti di lettura
I gemelli Antonio e Giuseppe Bozzaotra 

MONSELICE. Gli articoli più venduti? Vespe giganti, ottime come antinfiammatori e da mangiare appena scottate in olio bollente, ma anche cavallette da gustare con erba e limone e acquistabili in pratiche confezioni da venti. E poi qualche grillo medio, ideale per produrre farine dall’alto contenuto proteico, e pure degli scorpioni tostati, da accostare assolutamente a un bicchiere di birra.

Monselice, due gemelli allevano gli insetti commestibili

Per qualsiasi dubbio, rivolgersi ad Antonio e Giuseppe Bozzaotra, 44 anni, gemelli pordenonesi ma ormai monselicensi d’adozione, visto che da 11 anni risiedono nella città della Rocca. La loro azienda agricola, fondata nel 2013, ha un nome che tradisce chiaramente la vocazione dell’impresa: si chiama Insetti Commestibili ed ha sede a Monselice in via Campestrin 18, appena dietro l’ospedale di Schiavonia.

Padova, fritture di insetti in piazza



Nata all’insegna dei bachi da seta, l’azienda si è specializzata nell’allevamento di insetti e nell’utilizzo di questa produzione a fini alimentari. L’intricata selva di leggi italiana ha limitato il loro commercio e così i Bozzaotra hanno dovuto fare qualche passo indietro, in attesa degli sviluppi normativi che, dal 2018, dovrebbero sbloccare la loro attività. «Siamo partiti allevando bachi da seta: sfruttavamo le peculiarità di crisalide e bozzolo, capaci di curare psoriasi e dermatiti, tanto che il ministero della Salute ci ha permesso di continuare questa produzione a fini farmaceutici», spiega Giuseppe. L’allevamento dei Bozzaotra si è però evoluto: i due, studiando l’alto potere proteico degli insetti, hanno cominciato ad allevare grilli, cavallette e scorpioni. Da mangiare, mica da collezionare.

Insetti commestibili, dal 1 gennaio 2018 in arrivo in Italia il "cibo del futuro"



«Abbiamo avviato un portale internet per la vendita di questi insetti ma purtroppo la normativa, e forse l’invidia di qualche concorrente, si sono accaniti su di noi e così tra controlli dell’Usl e sanzioni varie abbiamo dovuto limitare la nostra attività». In Italia, infatti, non è ancora consentito vendere insetti a fini alimentari, nemmeno come cibo per gli animali. I Bozzaotra hanno tentato uno stratagemma: vendere gli insetti come souvenir. Che poi invece l’acquirente li metta in padella, non dipende da loro... Nemmeno questa strada è però bastata a evitare controlli e bacchettate istituzionali, e così per la Insetti Commestibili è arrivata la seconda virata commerciale. I due gemelli hanno esportato il loro know-how decennale in Svizzera, dove le leggi in materia sono più flessibili: in un allevamento elvetico, i due fanno crescere insetti che poi vendono sempre online. Nel loro storico portale, www. insetticommestibili. it, lo store è visibile ma le vendite sono bloccate. Basta però chiedere informazioni via mail e l’acquirente viene dirottato al market svizzero. Oggi i clienti fissi sono almeno 1.300, e i curiosi ancora di più.

I gemelli Antonio e Giuseppe Bozzaotra  


E a Monselice, l’attività è congelata? «No no, qui continuiamo ad allevare insetti, in particolare grilli» conferma Giuseppe «Ma questi animali non vengono venduti a fini alimentari. Sono tutti destinati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, che ha sede a Catania e che è ente nazionale di riferimento per l’analisi di questi insetti, anche nell’ottica di eventuali fini culinari e alimentari. Noi forniamo gli insetti per i laboratori di questo istituto, ne siamo i fornitori ufficiali».

Nelle scorse settimane i Bozzaotra hanno effettuato con l’Appe di Padova, l’associazione che riunisce tutti gli esercenti, una serie di show-cooking a base di insetti nella piazze della città: non si potevano assaggiare, ma solo assistere alle proposte gastronomiche dei Bozzaotra. Che confidano nel 2018: l’Unione Europea ha spianato la strada verso questo settore e c’è la quasi certezza che anche l’Italia si adeguerà entro i primi mesi del 2018.

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