Fim, ispezioni per gli stipendi dei funzionari

I verbali dei controlli della Cisl nazionale evidenziano «evasione contributiva sulle quote delle tessere»

Evasione contributiva sulle “quote tessera” e mancato rispetto dei tetti massimi sulle retribuzioni del segretario generale e di altri funzionari. Questi rilievi che l’autorità ispettiva della Fim Cisl nazionale ha riscontrato fra il 2009 e il 2014 ed ancora nel 2015 e nel 2016 nella gestione amministrativa della Fim Cisl di Padova e Rovigo, una struttura di 7.700 iscritti le cui entrate, nel 2015, sfioravano il milione di euro. Una vicenda in 19 diversi capitoli, tra ispezioni, richieste di documenti, lettere di sollecito, contestazioni e risposte, iniziata nel novembre del 2016 e conclusasi con due verbali il 19 febbraio 2017 e il 13 aprile 2017. Un’indagine complessa ed articolata che evidenzia diversi errori relativi alle modalità di versamento delle quote legate alle tessere di iscrizione al sindacato e l’utilizzo non congruo di due conti correnti di gestione. Le conclusioni del documento, datato 13 aprile 2017 e recapitato all’allora segretario della Fim locale Maurizio Geron in data 21 aprile rileva due punti principali di contestazione. L’uno relativa all’articolo 51 dello statuto del sindacato, quello che regola la materia di contributi associativi, l’altro in merito all’articolo 40 dello stesso Statuto che definisce i trattamenti economici per i dirigenti eletti nelle segreterie.

«In seguito di quanto riportato nel presente verbale e nel verbale n. 1» si legge nel documento «si contesta alla Fim Cisl Pd-Ro una grave inosservanza delle norme amministrative, in merito alla tenuta contabile ed alla redazione del Bilancio nonché comportamentali in merito alla gestione delle risorse». E se rispetto alle contestazioni relative a uno dei due conti correnti di gestione e per le annualità 2010-2014 «L’ex segretario della Fim Cisl di Padova e Rovigo (presente alla verifica) Gianni Castellan» si legge poco prima nel verbale di contestazione «riferisce che il versamento delle quote Inps sul conto corrente di gestione anziché sul conto cieco è “frutto di una scelta politica per tenere risorse sul territorio per reggere l’urto della crisi, decisione di cui si assume tutta la responsabilità”», negli incartamenti la tabella relativa alle retribuzioni, analizzate a campione dalle autorità ispettive nel mese di novembre 2016, evidenziano sforamenti per 7 su 11 funzionari della categoria. Quello più alto, 564€, riguarda l’allora segretario Maurizio Geron, che portava a casa quel mese 4309€ lordi. «Periodicamente le strutture nazionali fanno delle verifiche» spiega Nicola Panarella, ex segretario amministrativo e ora segretario generale della Fim locale. «Questo è uno dei tantissimi verbali che vengono inviati per correggere gli errori delle segreterie. Non sono azioni che vanno contro le norme di legge ma contro le procedure interne e che non hanno evidenziato alcuna malversazione personale. Per quanto riguarda la vicenda degli stipendi, le nostre rilevazioni a seguito delle contestazioni hanno chiarito che non c’era nessun superamento delle soglie previste dal regolamento, solo delle imputazioni errate nella compilazione della busta paga. Tant’è vero che nessun commissariamento o azione disciplinare è arrivata alla Fim Cisl di Padova e Rovigo».

Riccardo Sandre

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