Antonio Carraro assume, arrivano 3mila curricula

Cerca 70 addetti ma non li trova, ma adesso è pioggia di candidature per i posti. Il sindacato: «Contratto di secondo livello cancellato, operazione poco chiara»

CAMPODARSEGO. Sono arrivati tremila curricula all’Antonio Carraro Spa di Campodarsego dopo la notizia delle difficoltà di reperimento di 70 figure (tra operai, ingegneri e impiegati) che l’azienda sta cercando dopo il rilancio avvenuto a seguito dell’ingresso di un nuovo socio nella sua compagine societaria.

Un rilancio fatto di grossi investimenti in automazione e robotica che hanno aperto nuove posizioni specializzate.


Ma per il sindacato, presente in azienda da decenni, dietro la denuncia si nascondono verità diverse e più complesse. «In realtà l’azienda, pure dopo un percorso di assunzioni per 30 interinali concluso in primavera, ha scelto di disdire tutti gli accordi aziendali in essere» spiega Anna Zanoni, della segreteria Fiom Cgil di Padova che segue la società. «Da giugno di quest’anno i neoassunti si troveranno a percepire uno stipendio reale ridotto di quasi 5mila euro rispetto a chi in azienda c’è da prima del giugno scorso».

E se comunque la paga proposta non è tra le più basse, si parla di circa 1.600 euro lordi al mese, l’operazione, per come annunciata, non piace al sindacato.

«Siamo sempre felici di vedere le aziende del territorio crescere e creare nuova occupazione sebbene qui sembra che si parli di contratti a termine» continua Zorzi. «Ma il nostro lavoro è anche quello di difendere i lavoratori, i diritti che hanno conquistato e le retribuzioni aggiuntive che permettono loro di vivere dignitosamente mentre 1.600 euro lordi al mese non sono un granché per le professionalità che l’impresa cerca. In Antonio Carraro il contratto di secondo livello aveva una lunga storia che è stata cancellata in un attimo, unilateralmente, da un’azienda che poco dopo dichiara, senza averne mai accennato prima, che cerca e non trova ben 70 figure da assumere. Pare poi piuttosto strano che non sia riuscita a trovarne visto che di disoccupati pieni di buona volontà ce n’è anche troppi. Forse le difficoltà di reperimento di determinate figure ha a che vedere anche con la mancanza di volontà di lavorare sulla formazione del personale. Ovviamente sarebbe stato possibile evitare le esternazioni e lavorare assieme per individuare percorsi di valorizzazione professionale di chi in Antonio Carraro lavora già da molti anni nel contempo lavorando progressivamente all’inserimento stabile di figure giovani capaci di integrare le necessità della società con nuove competenze».
 

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