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Annega nel fosso, trovato il giorno dopo

Il 55enne di San Pietro Viminario è caduto nel canale mentre rincasava in bicicletta. Avvistato ieri mattina da due vicini

SAN PIETRO VIMINARIO. Il destino gli ha dato appuntamento in una sera come tante, a pochi passi da casa. Era andato in paese a prendersi una pizza da asporto per la cena, come forse aveva già fatto in altre occasioni.

Stavolta però alla sua abitazione Antonio Schiavolin non è mai potuto rientrare. L’uomo è finito, con la sua bicicletta, in un fossato di via Bragaleo, una minuscola stradina che si sviluppa nel cuore della campagna di San Pietro Viminario, e non è più riuscito a risalire vivo. ...

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SAN PIETRO VIMINARIO. Il destino gli ha dato appuntamento in una sera come tante, a pochi passi da casa. Era andato in paese a prendersi una pizza da asporto per la cena, come forse aveva già fatto in altre occasioni.

Stavolta però alla sua abitazione Antonio Schiavolin non è mai potuto rientrare. L’uomo è finito, con la sua bicicletta, in un fossato di via Bragaleo, una minuscola stradina che si sviluppa nel cuore della campagna di San Pietro Viminario, e non è più riuscito a risalire vivo.

A trovarlo ieri attorno alle undici, dopo ore di affannose ricerche che non avevano dato esito, sono stati due residenti della stessa via che passavano in macchina.

All’inizio i due hanno pensato a un fantoccio, a un manichino finito lì chissà come ma, dopo essersi fermati, hanno visto la bicicletta e hanno capito che purtroppo si trattava di un uomo.

A qualche metro di distanza dal corpo galleggiava beffardo anche il cartone con la pizza comprata la sera prima.

Schiavolin, 55 anni, che era ipovedente e aveva problemi di deambulazione, era nativo di San Pietro Viminario. Viveva solo, assistito dai Servizi Sociali per via delle sue difficoltà. Secondo i carabinieri, chiamati a ricostruire i fatti, la dinamica dell’episodio è piuttosto chiara: si è trattato di una tragica fatalità.

Il decesso dovrebbe risalire a un orario compreso tra le 19 e le 20 dell’altra sera. L’uomo stava pedalando verso casa quando, giunto in prossimità di una curva, forse a causa dei propri problemi fisici e dell’oscurità, ha tirato dritto ed è malauguratamente scivolato nel canale di irrigazione, rimanendo intrappolato nella melma.

Non è escluso che l’uomo possa aver avuto un malore e che anche per questo sia caduto e non sia più stato in grado di liberarsi e tornare sulla strada.

In ogni caso il magistrato ha deciso di non far eseguire l’autopsia: sul cadavere peraltro non è stato rinvenuto nessun segno di violenza.

E gli inquirenti hanno presto scartato pure l’ipotesi dell’investimento da parte di una macchina, visto che la bicicletta dell’uomo risulta praticamente intatta.

In via Bragaleo, oltre ai carabinieri sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Abano Terme che, con l’ausilio di un gommone, sono riusciti a recuperare il corpo, che poi è stato trasportato all’obitorio di Monselice.

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