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Senza vaccinazioni la bimba resta a casa Parola alla Consulta

VILLA ESTENSE. L’ordinanza del Tar non chiude la questione: la bambina non sarà vaccinata e non frequenterà la scuola, si cercheranno forse altre vie legali e in ogni caso si spererà nell’intervento...

VILLA ESTENSE. L’ordinanza del Tar non chiude la questione: la bambina non sarà vaccinata e non frequenterà la scuola, si cercheranno forse altre vie legali e in ogni caso si spererà nell’intervento della Corte Costituzionale. Rischia di diventar un caso “esemplare” quanto avvenuto negli ultimi tre mesi a Villa Estense, e precisamente all’asilo nido integrato Arcobaleno: la struttura, gestita dal Comune di Villa Estense, dopo un ricco scambio epistolare estivo, ha negato l’iscrizione a una ...

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VILLA ESTENSE. L’ordinanza del Tar non chiude la questione: la bambina non sarà vaccinata e non frequenterà la scuola, si cercheranno forse altre vie legali e in ogni caso si spererà nell’intervento della Corte Costituzionale. Rischia di diventar un caso “esemplare” quanto avvenuto negli ultimi tre mesi a Villa Estense, e precisamente all’asilo nido integrato Arcobaleno: la struttura, gestita dal Comune di Villa Estense, dopo un ricco scambio epistolare estivo, ha negato l’iscrizione a una bambina (che aveva già frequentato un anno di asilo) perché i famigliari non hanno ottemperato all’obbligo dei dieci vaccini previsti dalla recente legge Lorenzin. I genitori della piccola, sostenuti dall’associazione Avvocato in Famiglia, hanno fatto ricorso al Tar del Veneto, che tuttavia ha dato ragione al Comune (che si è rivolto ai legali Michele Greggio e Vladimiro Pegoraro di Padova): senza vaccinazioni, la bimba non può essere iscritta a scuola, visto che l’interesse del singolo non può prevalere su quello della collettività. «Da parte mia non è stata una battaglia di principio, ma la piena applicazione delle norme vigenti» sottolinea il sindaco Paolo Oppio «Come primo garante della salute dei cittadini ho a maggior ragione il dovere di far rispettare questa legge, pur rispettando le scelte della famiglia della bimba».

La bambina, per ora, resta a casa, affidata alle cure di una baby-sitter. «Conosciamo benissimo le opportunità di crescita che sta perdendo nostra figlia» spiega il padre, che peraltro è maestro d’asilo «anche perché l’anno passato nel nido Arcobaleno è stato estremamente positivo per nostra figlia. Riteniamo, tuttavia, che ciò che perde restando a casa pesi comunque meno del rischio che può comportare un vaccino. Lo diciamo dopo un anno intero passato a confrontarci con esperti, sia pro-vaccini che contrari a questa pratica». La famiglia della bambina si dà del tempo per valutare eventuali altri passi legali: «In realtà confidiamo molto su quanto deciderà la Corte Costituzionale, che il prossimo 21 novembre è chiamata ad esprimersi sull’obbligo vaccini». (n.c.)