La Consulta potrebbe “salvare” i beni di Freddy

La difesa ha sollevato la questione relativa alla norma che prevede il sequestro e l'Alta Corte l'ha giudicata "non manifestamente infondata" 

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PADOVA. È il 16 maggio 2017 quando, davanti al tribunale di Padova, la difesa di Freddy Sorgato (in foto) solleva la questione di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 4 del decreto legislativo 159 del 2011, le norme che disciplinano l’applicazione (di regola nei confronti di mafiosi) delle misure di prevenzione personali (l’obbligo del soggiorno a pena espiata) e patrimoniali (il sequestro del patrimonio ai fini della confisca).

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Una questione ammessa dal tribunale e ora dalla stessa Corte Costituzionale che, a breve, fisserà un’udienza per trattare il caso. Non è una mera questione giuridica. Se i giudici della Consulta decideranno di eliminare dall’ordinamento quelle norme per incostituzionalità (rischiando un vuoto normativo in materia), le misure di prevenzione non potranno più essere applicate, almeno finché non intervenga il Parlamento legiferando. E non solo nei confronti di Freddy Sorgato, condannato in primo grado a 30 anni per l’omicidio di Isabella Noventa, ma anche a carico di soggetti pericolosi in quanto coinvolti in attività criminali di stampo mafioso.

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Il pm Falcone aveva chiesto per Sorgato (a pena espiata) la misura dell’obbligo di soggiorno per 5 anni e, fin da subito, il sequestro dei suoi beni (troppo consistenti rispetto al reddito lavorativo) in vista della confisca, una volta che la condanna diventi definitiva. Netta la reazione dei legali (Massimo Malipiero e Giuseppe Pavan). Il motivo? Il contrasto con l’articolo 117 della Costituzione che salvaguarda i diritti individuali: le norme sulle misure di prevenzione prevedono una pericolosità “generica”.

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La Corte ha pronunciato la «non manifesta infondatezza» della questione, come si legge nell’ordinanza 146 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 25 ottobre: troppo vaghe le norme che non indicano i comportamenti socialmente pericolosi, presupposto per l’adozione delle misure. (cri.gen.)
 

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