Due ciclisti su tre hanno subìto il furto della bicicletta

L’indagine di Piste RiCiclabili riaccende le luci sul fenomeno: oltre mille colpi all’anno in città, ma ci si può difendere

PADOVA. Uno su mille la ritrova, in vendita ai Giardini dell’Arena o in qualche sito di annunci. Più raramente - ma è successo una settimana fa - se la vede riconsregnare grazie alla marcatura sul telaio, associata al codice fiscale del proprietario. Uno su mille è tanto per dire che è praticamente impossibile recuperare una bicicletta rubata. Essere derubati, invece, è un’esperienza che tocca quasi tutti. Il 64 per cento dei ciclisti urbani che stanno partecipando al censimento di Piste RiCiclabili - un lavoro che mette a fuoco le criticità delle piste padovane grazie ai georilevamenti - dichiara di essere tornato a casa a piedi almeno una volta. Vuol dire che due su tre hanno subito almeno un furto.

I numeri sono noti, anche se le statistiche non sono precise perché non tutti denunciano e perché il mercato ha ampie zone d’ombra. Dal 2012, quando i furti segnalati dalle vittime erano stati 879, si è arrivati rapidamente a oltre mille nel 2013 e su quella quota si viaggia da anni - dai mille ai mille duecento furti ogni anno - con una media giornaliera di tre bici rubate in città. Le bici spariscono di notte dai garage, ma soprattutto dalle rastrelliere, e questo succede tanto di notte quanto di giorno. Portarle via è un attimo, soprattutto se le catene sono morbide e sottili, rivenderle è altrettanto veloce, perché ci sono bande di ricettatori che riempiono camion e le porta oltre confine, spesso verso l’Est Europa, dove sono rivendute nei mercati rumeno, ungherese, polacco o ucraino. Oppure ci sono quelli che lavorano all’assemblaggio e le rimettono in circolazione - un autentico riciclo - piazzandole per 30 euro, tanto c’è sempre uno studente disposto a rischiare per avere due ruote con cui spostarsi.


Per avere un’idea della rapidità con cui si muove tutto questo, basta dare un’occhiata alla pagina Facebook “Bici rubate a Padova - avvistamenti” che in pochi mesi ha superato gli 800 membri. E nel quale sono segnalati un paio di furti al giorno, spesso con foto della bici sparita. Sono oltre 4.500, invece, i membri della pagina “Cerco, offro, vendo bici Padova”, dove si può avere una rapida panoramica sui valori di mercato dell’usato: dai 15 ai 30-40 euro per bici comunissime, fino ai 60-70 per quelle un po’ più pregiate, intendendo come tali quelle che hanno copertoni nuovi, una sella comoda, freni funzionanti, ruote centrate e a volte anche il cavalletto.

Per difendersi dai furti, oltre a una catena davvero buona - quelle dai 20 euro in su, per intendersi - si consiglia la marcatura. Con la settimana della mobilità sono stati organizzati cinque appuntamenti straordinari per punzonare il proprio telaio, l’ultimo era l’altro ieri. Ma ogni sabato, dalle 10 alle 12, nell’ufficio di via Codalunga si può avere il marchio inciso, senza spendere un euro. Sul sito del Comune si trovano il modulo da scaricare, da compilare e da consegnare e tutte le istruzioni per ottenere la “bicicard”, una sorta di certificato di proprietà. Il codice sul telaio scoraggia i ladri o li induce ad abbandonare il mezzo rubato. Vale la pena di provare.


 

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