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«Mille libri» per battere la camorra dei casalesi

SOLESINO. La cultura come strumento di rinascita. Si può partire anche da un libro per ricostruire un tessuto sociale dove la legalità non sia solo un termine astratto ma si concretizzi nella...

SOLESINO. La cultura come strumento di rinascita. Si può partire anche da un libro per ricostruire un tessuto sociale dove la legalità non sia solo un termine astratto ma si concretizzi nella quotidianità delle piccole cose, anche quelle che sembrano più banali. È stato davvero significativo il momento che si è tenuto ieri pomeriggio nella sala principale della biblioteca comunale di via Rizzo che ha visto la consegna, nelle mani direttamente del sindaco di Casal di Principe, degli oltre mi ...

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SOLESINO. La cultura come strumento di rinascita. Si può partire anche da un libro per ricostruire un tessuto sociale dove la legalità non sia solo un termine astratto ma si concretizzi nella quotidianità delle piccole cose, anche quelle che sembrano più banali. È stato davvero significativo il momento che si è tenuto ieri pomeriggio nella sala principale della biblioteca comunale di via Rizzo che ha visto la consegna, nelle mani direttamente del sindaco di Casal di Principe, degli oltre mille libri che serviranno per concretizzare il progetto di realizzazione della prima biblioteca nel centro casertano, noto soprattutto per la camorra e la famiglia dei casalesi. L’idea di partenza dei “Mille libri per la legalità” si è concretizzata in una raccolta di materiale che occupa settanta scatoloni dal peso complessivo di 800 chilogrammi. La consegna è stata il risultato di un percorso iniziato negli scorsi mesi tra i comuni di Solesino e Casal di Principe con una collaborazione volta a promuovere progetti culturali condivisi tra i due territori. Il primo progetto, a cui hanno aderito diventandone partner importante anche il Consorzio delle Biblioteche Padovane Associate con le reti 2 e 3, mirava a promuovere una raccolta di libri da donare a Casal di Principe, per contribuire a fare nascere la prima sala di pubblica lettura. Al progetto hanno contribuito anche l’istituto comprensivo di Solesino e Stanghella e associazioni come Libera e MiLeggi. «È una cosa straordinaria», ha detto l’esuberante sindaco campano Renato Franco Natale, «perché ci permetterà di dare risposta all’esigenza di creare un luogo identitario, dove ci si possa ritrovare e confrontare, lontano dalla strada. La nostra intenzione è di ospitare la biblioteca in un locale confiscato alla mafia. In attesa di averne la disponibilità riempiremo di scafali la sala consiliare del nostro municipio. Perché è importante fare nascere una nuova biblioteca? «È un luogo», hanno spiegato il sindaco Roberto Beggiato e l’assessore alla Cultura Nicola Fusaro che ha seguito in prima persona il progetto, «che assicura a tutti i cittadini uguaglianza sostanziale e pari opportunità di accesso all’informazione, alla conoscenza, alla cultura. Rappresenta uno spazio in cui le persone si possono incontrare, confrontare e scambiarsi idee ed esperienze. Inoltre favorisce l’educazione permanente».

Alessandro Cesarato