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Stop all’irrigazione torna l’incubo-siccità

Adige ingrossato dal maltempo, ma la rete dei canali è invasa da tronchi e detriti: chiusi i rubinetti alle colture

ESTE. In queste ore sta passando la “piena” dell’Adige ma alcuni fra i principali canali per l’irrigazione nella Bassa Padovana sono rimasti a secco. L’acqua del fiume, finalmente ingrossato dopo mesi di magra, scorre veloce verso il mare ma a pochi chilometri di distanza le coltivazioni stremate dalla siccità non possono essere irrigate. Sembra un paradosso ma è quanto accade in questi giorni a causa di grossi tronchi e detriti che l’Adige ha portato a valle dopo i forti temporali in montag ...

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ESTE. In queste ore sta passando la “piena” dell’Adige ma alcuni fra i principali canali per l’irrigazione nella Bassa Padovana sono rimasti a secco. L’acqua del fiume, finalmente ingrossato dopo mesi di magra, scorre veloce verso il mare ma a pochi chilometri di distanza le coltivazioni stremate dalla siccità non possono essere irrigate. Sembra un paradosso ma è quanto accade in questi giorni a causa di grossi tronchi e detriti che l’Adige ha portato a valle dopo i forti temporali in montagna. Detriti che hanno costretto i tecnici a interrompere l’alimentazione del canale artificiale Leb (Lessino-Euganeo-Berico), che prende l’acqua dell’Adige nel Veronese, attraverso il canale Sava, e la riversa nella rete di scolo locale, a partire dai canali Fratta e Frassine. Da venerdì pomeriggio, a sud di Verona, è stato interrotto il Sava proprio per permettere i lavori di pulizia dai tronchi e da tutto il materiale trasportato dalla corrente che si accumula in prossimità delle griglie e dei manufatti lungo il corso d’acqua. In questo modo il Leb non viene più rimpinguato perché è stato chiuso l’unico collegamento, dopo la centrale Enel di Belfiore. Di conseguenza il livello del Leb è sceso rapidamente, lasciando praticamente a secco la rete di irrigazione di una vasta zona di diverse migliaia di ettari a sud di Montagnana ed Este, fino a Vescovana. Un’area già messa a dura prova dalla siccità ormai da mesi, nella quale si “salvano” solamente coloro che pescano direttamente dai canali collegati all’Adige. Gli effetti del caldo e della mancanza d’acqua si stanno facendo sentire anche sui vigneti, costringendo alla vendemmia anticipata. In questi giorni i tecnici del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo hanno eseguito tutta una serie di manovre idrauliche per evitare il peggio e sono rimasti in contatto con il Consorzio Leb e l’Enel. Nella tarda mattinata di sabato l’Enel ha comunicato che i lavori di pulizia erano ormai conclusi e che l’acqua sarebbe tornata a scorrere regolarmente. «Ci vorranno almeno 48 ore perché la situazione torni alla normalità anche nel Frassine», spiega l’ingegner Giuseppe Gasparetto del Consorzio Adige Euganeo, «il canale che maggiormente ha risentito degli effetti di questo intervento. Quindi entro oggi non ci dovrebbero essere più problemi di approvvigionamento. L’Adige intanto ha incrementato notevolmente la sua portata, sabato pomeriggio eravamo a oltre 370 metri cubi al secondo, un valore in aumento con l’arrivo dell’acqua dal Trentino».

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