L'assassino: «L’ho uccisa in un raptus»

Omicidio di Natasha Bettiolo, Sibilio si fa interrogare e racconta la sua verità

TREBASELEGHE. «È stato un raptus, davanti al suo rifiuto di proseguire la nostra storia ho avuto una sorta di smarrimento totale, ho pensato di farla finita, prima lei e dopo io. Ero innamoratissimo».

Sono le parole che Luigi Sibilio il 35enne pizzaiolo di origine napoletana - che il 18 maggio, ha aggredito e assassinato a coltellate Natasha Bettiolo, mamma 46enne di Massanzago di cui s'era invaghito - ha pronunciato qualche giorno fa davanti al pubblico ministero Roberto Piccione, titolare del fascicolo. Sibilio ha chiesto di essere interrogato - è difeso dall’avvocato Samuel Lorenzetto - e ha chiarito la sua posizione. Il 29 maggio durante l’interrogatorio di granzia di fronte al gip Margherita Brunello si era avvalso della facoltà di non rispondere. L’arresto venne convalidato con l’applicazione della misura cautelare in carcere per omicidio volontario premeditato (con l’aggravante della minorata difesa) e per porto abusivo di coltello.Perchè era partito da casa con il coltello? La contestazione della premeditazione sta tutta qua, almeno per ora.



L’indagine della procura attende l’arrivo delle risultanze del Ris di Parma in merito al coltello usato per l’omicidio e alla lettura dei tre telefonini in uso a Sibilio, per capire se avesse inviato messaggi, sia sms che Whatsapp che possano far emergere una premeditazione per quanto commesso. Dopodichè, visto che i fatti sono certi, l’imputato potrebbe scegliere il rito abbreviato per beneficiare di uno sconto di pena, ma si tratta di una decisione, eventualmente, prematura. Si tratta di una persona incensurata, seppur schiacciata ora da accuse da ergastolo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Sibilio era ossessionato da Natasha: la voleva sua, a ogni costo. Eppure lei non sarebbe stata per nulla interessata al giovane uomo, con un matrimonio fallito alle spalle. Quel pomeriggio del 18 maggio Sibilio si presenta davanti alla scuola di Trebaseleghe dove Natasha lavora come cuoca, aspettandola all'uscita. L'avvicina e, con una scusa, sale a bordo della sua Lancia Ypsilon: all'interno del piccolo abitacolo, a sorpresa, estrae un coltello la cucina e comincia la mattanza. Inutile la disperata difesa di Natasha, confermata dai tagli alle mani e alle braccia e da tre colpi di clacson. Poi il pizzaiolo si è ferito con lo stesso coltello. Si è inferto due fendenti al torace e una al ventre con l'intenzione di suicidarsi. Ma non c'è riuscito. È stato intubato per diversi giorni e solo successivamente portato in carcere. Sibilio da poco stato sfrattato e aveva portato temporaneamente i suoi effetti personale nel capannone di un conoscente. Quel tragico giorno si era fatto accompagnare da un amico nel parcheggio della scuola, proprio pochi minuti prima del termine dell’orario di lavoro di Natasha.

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