Ipermercato dei record, dollari e grandi ambizioni per lo shopping sotto i Colli

Ecco il centro commerciale di Due Carrare, un investimento Usa da 100 milioni

DUE CARRARE. Sarà probabilmente il più grande, aspira a essere il più bello e scommette su questi primati - ancora da verificare - per meritarsi il diritto di esistere e di fare affari mentre tutti gli altri fanno già i conti con un declino più o meno rapido. Il centro commerciale di Due Carrare per adesso è sicuramente quello che ha avuto la gestazione più lunga, almeno in provincia. Se ne parla da oltre 25 anni, è nato e morto più volte, finché qualche settimana fa è risorto dalle sue stesse ceneri con un nuovo volto.
 
 
Doveva essere un capannone di 48 mila metri quadri - piano terra unico - senza particolari accorgimenti architettonici, invece promette di essere un centro all’avanguardia sotto molti punti di vista. Come è già evidente, questo non metterà a tacere proteste e polemiche, ma vale la pena conoscere i dettagli di un’operazione che si è rimessa in moto e che salvo sorprese in due anni cambierà lo scenario geografico di Due Carrare e gli equilibri commerciali della provincia.
 
I numeri. L’area su cui si sviluppa il progetto è di 146 mila metri quadri, quella destinata all’edificio è di 33 mila. Il centro commerciale avrà 65 mila metri quadri calpestabili su due piani. L’altezza dell’edificio (lungo 300 metri) è di 12 metri, con l’unica eccezione della “vela” sul tetto, che sporgerà di tre o quattro metri sopra il piano di copertura. I parcheggi saranno due: uno al piano terra, di 44 mila metri quadri, e uno al primo piano, di 12 mila circa.
Gli accessi al centro saranno tre, al piano terra: uno sul lato nord e due sul lato est. Dentro la struttura, 1.500 metri quadrati saranno dedicati al “Fun&Play”, l’area famiglie che è uno dei punti di forza del centro commerciale. I negozi saranno cento, su un’area commerciale di 48-50 mila metri quadrati. Per avere un termine di paragone si tenga conto che Adigeo, il centro più grande del Veneto inaugurato tre mesi fa, ha 47 mila metri quadri di superficie di vendita (e 130 negozi).
 
 
L’impatto. Collocato tra il casello autostradale Terme Euganee e il castello del Catajo, alle pendici dei Colli Euganei, il centro commerciale si insedierà in un’area ambientale pregiata. Perciò i progettisti hanno lavorato a lungo per minimizzare l’impatto visivo della struttura. Il lato più delicato è quello ovest, rivolto ai Colli, sul quale è prevista la costruzione di un terrapieno destinato a verde che dovrebbe addolcire il passaggio dal cemento all’ambiente circostante e anche nascondere le operazioni di carico e scarico. Il lato opposto, quello dei parcheggi, sarà rivolto verso l’autostrada. Il lato nord è quello dell’accesso principale. Per rendere più bella la struttura, i progettisti stanno anche studiando soluzioni tecniche per nascondere gli impianti, ad esempio i condizionatori, evitando di posizionarli in vista sopra il tetto.
 
 
Colori e materiali. L’edificio ha linee morbide e dovrebbe essere più accattivante dei cubi di cemento che solitamente ospitano i centri commerciali. I progettisti assicurano di aver lavorato molto anche sui colori - tutti molto caldi, presi dalla “tavolozza” ricavata sul posto - e sui materiali. Si prevedono infatti parti in legno, in corten (un acciaio patinato), in prefabbricato simile alla terra cotta e controsoffittature in legno dai colori tenui.
Tempi e costi. Per costruirlo servono due anni, forse poco meno, di sicuro non un anno come qualcuno ha ipotizzato. L’investimento oscilla tra i 100 e i 150 milioni di euro. Soldi che arrivano dal fondo Orion (Orion European Real Estate Fund IV). In pratica sono fondi pensionistici Usa. La proprietà dell’area è invece della padovana Deda srl, società di sviluppo di progetti immobiliari e di compravendita di beni immobili. A regime, i posti di lavoro promessi sono circa mille.
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