Il Papa dà il via libera padre Giacomo sarà beato 

Promulgato il decreto che riconosce le virtù eroiche del frate cappuccino Noto come il “santo confessore”, nacque a Balduina di Sant’Urbano nel 1900

SANT’URBANO. Il “via libera” è arrivato venerdì da papa Francesco, durante l’udienza al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il pontefice ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche del servo di Dio Giacomo da Balduina (al secolo Beniamino Filon), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, nato il 2 agosto 1900 e morto il 21 luglio 1948. La causa per la beatificazione di padre Giacomo compie pertanto un passo decisivo.

Sesto degli otto figli di Giacomo Filon e Giuseppina Marin, il religioso crebbe nell’azienda agricola, a ridosso dell’Adige, del barone Ugo Treves de’Bonfili, di cui il padre era fattore. Il 28 settembre 1922 Beniamino vestì l’abito francescano, iniziando il noviziato con il nome di frà Giacomo da Balduina. A 25 anni venne colpito dall’encefalite epidemica (o letargica), un processo infiammatorio del cervello.

Con la forza della volontà Giacomo ottenne la professione religiosa nei Cappuccini, l’8 dicembre 1926, e poi raggiunse la meta dell’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 21 luglio 1929. Celebrò la prima messa quindici giorni dopo proprio a Balduina; lo stesso barone Treves de’ Bonfili gli mise a disposizione l’automobile.

Nel 1931 frà Giacomo venne destinato a Udine dove, rinchiuso nel suo confessionale, visse per sedici anni come “confessore santo”. «Mi sono offerto vittima a Dio - disse padre Giacomo Filon – per la santificazione dei sacerdoti. Dio ha accettato l’offerta e ha disposto che l’encefalite letargica fosse lo strumento più adatto al raggiungimento del mio ideale«. Il frate capuccino, molto devoto alla Madonna, nel 1948 si recò in pellegrinaggio a Lourdes. Dopo 35 ore di viaggio in treno, nel pomeriggio del 21 luglio venne trasportato all’Asyle. Il cappellano dell’Unitalsi di Trieste gli amministrò l’unzione degli infermi: nella notte frà Giacomo spirò. Il religioso venne sepolto nel cimitero parrocchiale di Langelle di Lourdes, non lontano dalla Grotta di Massabielle. Dopo la riesumazione, avvenuta il 9 giugno 1997, la salma è stata riposta nello stesso cimitero francese, dove è costantemente oggetto di venerazione da parte di fedeli e pellegrini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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