Freddy: «È stato un incidente io ero innamorato di Isabella» 

Sette ore di arringa per i legali di Sorgato: «Manca il movente, perché avrebbe dovuto ucciderla?» Hanno chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto o la derubricazione in omicidio colposo

PADOVA. Freddy Sorgato non avrebbe ucciso Isabella Noventa la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016. Non avrebbe avuto alcun motivo per farlo, era innamorato di lei, e tanto meno avrebbe premeditato un gesto così efferato. Secondo gli avvocati di Sorgato, Giuseppe Pavan e Massimo Malipiero, non ci sarebbe un movente che possa giustificare l’omicidio della segretaria di Albignasego da parte del ballerino e autotrasportatore.

I legali l’hanno sostenuto in un’arringa di oltre sette ore, ieri in un’aula del tribunale di Padova. Un’udienza che dalle 9 del mattino si è conclusa alle 17. 30 e che ha portato a chiedere per Freddy Sorgato l’assoluzione per non aver commesso il fatto. O se proprio non fosse possibile, la derubricazione del reato in omicidio colposo. Se poi dovesse andare veramente male, e quindi il giudice dovesse optare per l’omicidio volontario, che almeno non venisse attribuita la premeditazione e la soppressione e distruzione di cadavere. Semmai l’occultamento, dato che, sostengono gli avvocati, il corpo non sarebbe stato trovato per un semplice caso fortuito.


Freddy dunque non avrebbe ucciso Isabella, o comunque non l’avrebbe fatto volontariamente. Non ne avrebbe tratto alcun vantaggio. La morte della donna sarebbe sopravvenuta durante un gioco erotico tra i due. Un gioco non supportato da strumenti come corde o lacci, che infatti non sono stati trovati in casa del ballerino. Freddy l’avrebbe infatti accidentalmente soffocata. Poi, preso dal panico «come può avvenire negli incidenti stradali quando l’investitore scappa a causa dello choc», hanno portato ad esempio i due avvocati, avrebbe preso il corpo e l’avrebbe gettato nel fiume. I movimenti successivi alla morte di Isabella da parte dei tre imputati i legali difensori di Sorgato li avrebbero definiti simili a quelli di «uno sciame impazzito di api». Dunque senza alcun senso.

La sentenza del giudice è attesa per giovedì prossimo, 22 giugno, subito dopo le repliche del processo. Entro mezzogiorno il giudice si riunirà in camera di consiglio e in serata pronuncerà la sentenza. Si deciderà non solo della sorte di Freddy ma anche di quella della sorella Debora, per la quale gli avvocati Roberto Morachiello e Luca Motta hanno chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste, e di Manuela Cacco. Anche per lei si chiede l’assoluzione.

Intanto nell’udienza di ieri i legali di Freddy Sorgato, supportati da cinque monitor e da materiale informatico, hanno cercato di dimostrare come ciò che continua a dire la Cacco non abbia riscontri oggettivi. La tabaccaia di Camponogara, difesa dall’avvocato Alessandro Menegazzo, riporterebbe infatti come commesse da Debora delle condotte in realtà commesse da lei. Malipiero e Pavan hanno cercato in tutti i modi di dimostrarlo, servendosi anche di alcune immagini immortalate dai varchi di Noventa Padovana quella notte.

«In aula avevamo degli schermi, cinque per l’esattezza, dove seguire attraverso le mappe google e le riprese delle telecamere i percorsi di quella notte», ha spiegato l’avvocato Ernesto De Toni, parte civile per Piero Gasperini, ex marito di Isabella, in aula insieme all’avvocato Gian Mario Balduin, che si occupa della difesa della famiglia Noventa. «Immagini che avevamo tutti già visto ma che servivano alla difesa a corredo della loro arringa. C’erano anche ingrandimenti di opere idrauliche dove sarebbe passato il corpo di Isabella Noventa».

Al termine dell’udienza i legali di Sorgato non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito. «È stata un giornata faticosa, aspettiamo la sentenza», ha detto prima di andarsene l’avvocato Giuseppe Pavan.
 

Vellutata di asparagi al latte di cocco

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi