Elezioni comunali, Padova e altri 16 Comuni scelgono il sindaco: l'affluenza crolla al 60,78

Sette candidati in città, al voto 261mila iscritti alle liste elettorali. Oltre al capoluogo, possibilità di ballottaggio anche ad Abano e Vigonza 

PADOVA. È il giorno della scelta: 261 mila padovani sono chiamati alle urne per scegliere il proprio sindaco, tra il capoluogo e altri 16 comuni della provincia.
 
 
Il primo cittadino è tra le figure politiche più vicine ai cittadini, un punto di riferimento per ogni comunità. È attesa dunque una buona affluenza, attorno al 70%, nonostante l’incognita del bel tempo e il “ponte” per Sant’Antonio a Padova.
 
Affluenza definitiva ore 23: media provinciale del 60,78%. Netto calo rispetto alla precedente tornata, quando era stata del 70%. Nel capoluogo la partecipazione crolla dal 70,82 al 61,47, quasi 10 punti in meno. 
 
Affluenza alle 19: a Padova 45,57 mentre nel 2014 era al 52% e al referendum del 4 dic era al 67%. Fra i 17 Comuni al voto spicca il 54,09 di Granze mentre il dato più basso è a Gazzo con il 38,1. Bassa l'affluenza anche negli altri due comuni maggiori, Vigonza (40,78) e Abano (41,66). La media dell'affluenza in provincia di Padova è del 44,34. 
 
Affluenza alle 12: a Padova al 22,4%, leggermente in calo. Mezzo punto percentuale in meno del 2014, ma quattro punti sotto il referendum dello scorso 4 dicembre. E' il dato dell'affluenza a Padova a mezzogiorno: è andato ai seggi il 22,45% contro il 22,9% del 2014. Nelle prime ore del giorno hanno già votato 36.385 padovani sui 162.042 aventi diritto al voto.
 
Tutti alle urne. In città sono 163.890 gli elettori chiamati al voto, di questi 87 mila donne e 76 mila uomini. Tra loro ci sono anche 1.055 stranieri comunitari che hanno fatto richiesta di iscrizione alle liste elettorali. I 206 seggi allestiti in città (di cui otto tra ospedali e case di riposo) resteranno aperti dalle 7 alle 23. Lo spoglio inizierà subito dopo e i risultati definitivi arriveranno a notte inoltrata, se non nella prima mattina di lunedì.
 
Gli altri comuni. Si vota, negli stessi orari, anche a Abano, Conselve, Gazzo, Granze, Loreggio, Lozzo Atestino, Merlara, Piombino Dese, Pozzonovo, Sant’Urbano, Saonara, Teolo, Torreglia, Veggiano, Vescovana e Vigonza. 
Sette candidati per la città. Sono sette i candidati in corsa a Padova per la poltrona di primo cittadino (due in meno rispetto al 2014). L’ex sindaco Massimo Bitonci, sfiduciato dai consiglieri comunali nel novembre scorso, è di nuovo in corsa con il sostegno di otto liste di centro destra (tra questo Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Direzione Italia). Poi l’ex presidente del Calcio Padova Sergio Giordani che ha raccolto attorno alla sua candidatura civica sei liste, tra cui il Pd, la sinistra con i socialisti e i centristi di Area civica. Il candidato “arancione” è Arturo Lorenzoni, sostenuto da Coalizione civica (al cui interno si trovano anche le sigle delle sinistra cittadina). Il Movimento Cinque Stelle candida Simone Borile. Ci sono poi l’indipendente Luigi Sposato con la sua lista “Osa” e il civico Rocco Bordin con “La Padova libera”. Chiude l’elenco Maurizio Meridi, candidato di CasaPound.
 
Come si vota. L’elettore avrà in mano una sola scheda: può esprimere il proprio voto tracciando una croce sul simbolo della lista prescelta: in questo caso il voto va direttamente al candidato sindaco che fa capo alla coalizione. Diversamente, si può barrare direttamente il nome del candidato sindaco. C’è anche la possibilità di esprimere fino a un massimo di due preferenze per i 629 candidati al consiglio comunale. Ovviamente devono essere candidati della lista prescelta (in ogni seggio c’è il tabellone elettorale con tutti i candidati di ogni lista), con un massimo di due voti di preferenza. In questo caso, tuttavia, devono essere indicati due candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. È possibile anche esprimere un “voto disgiunto”, votando cioè per un candidato sindaco e una lista non collegata ad esso. 
 
Il ballottaggio. Nei tre comuni oltre i 15 mila abitanti (Padova, Abano e Vigonza) se, come è probabile, nessuno dei candidati otterrà la maggioranza assoluta delle preferenze, si andrà al ballottaggio. Il nuovo voto è previsto domenica 25 giugno, sempre dalle 7 alle 23.
 
Tessere elettorali. Per votare è necessario presentarsi ai seggi con documento di identità e tessera elettorale. Nessun assalto ieri agli uffici di piazza Capitaniato per ottenere un duplicato in caso di smarrimenti. Non sono stati pochi invece gli stranieri che ieri hanno chiesto di potersi iscrivere alle liste elettorali, ma sono arrivati fuori tempo massimo (la scadenza era il 2 maggio scorso). Molti padovani invece si sono rivolti agli uffici per ottenere una nuova scheda, perché gli spazi per i timbri erano completi. Gli uffici in sala Nassiriya, sotto la torre dell’orologio in piazza Capitaniato rimarranno aperti anche oggi dalle 7 alle 23.
 
Seggi regolarmente costituiti. Nessun problema ieri nella costituzione dei seggi. La macchina elettorale, coordinata dalla Prefettura, non ha registrato nessun intoppo. Le schede sono arrivate dal deposito competente di Susegana (Treviso) e sono state distribuite ai 206 seggi allestiti a Padova ed agli altri 114 nei comuni della provincia. A Padova tra presidenti, segretari e scrutatori le persone coinvolte sono 1.236. Come succede in ogni elezione, una ventina di presidenti si sono ammalati proprio alla vigilia del voto, ma i funzionari del Palazzo del Governo non hanno avuto nessuna difficoltà a sostituirli, anche perché, di questi tempi, i 157 euro netti erogati ai presidenti ed i 123 agli altri collaboratori di seggio non vengono certo disprezzati. Come previsto dalla legge ogni seggio è vigilato dalle forze dell’ordine, che la notte scorsa hanno dormito all’interno del seggio.

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