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Confronto in Rai, scontro sul Plebiscito

Prima (e unica) sfida tra Bitonci e Giordani: vince il fair play

di Luca Preziusi
2 minuti di lettura
Si è svolto all’insegna del fair play il primo (e probabilmente unico) confronto tra aspiranti sindaco che ha visto presente anche Sergio Giordani. Reduce dall’ictus che lo ha colpito la sera del 4 maggio, ieri il candidato sostenuto da sei liste (tra cui il Pd) si è misurato per la prima volta con tre degli altri sei pretendenti in corsa per governare la città nei prossimi cinque anni.
Ospiti della “Tribuna elettorale” di Rai3, oltre all’ex presidente del Calcio Padova, anche il suo principale rivale Massimo Bitonci, Luigi Sposato della lista “Osa” e Maurizio Meridi di Casapound. Martedì era toccato invece ad Arturo Lorenzoni di Coalizione civica, Simone Borile del Movimento Cinque Stelle e Rocco Bordin di “La Padova libera”. Seppur leggermente affaticato (anche durante la trasmissione ha evidenziato che manca poco al totale recupero della parola), Giordani ha retto il confronto con gli altri candidati, che comunque hanno dimostrato tutti un profondo rispetto per le sue condizioni non ottimali: «Cultura e turismo è il binomio da cui Padova deve assolutamente ripartire per diventare una città europea – ha evidenziato l’ex patron del Calcio Padova – Perché abbiamo una montagna di risorse che non riusciamo ad utilizzare al meglio. Bisogna assolutamente investire su questi due settori e sul sociale e sul progetto della “Grande Padova” per portarla a 440 mila abitanti».
La ricetta del leghista Bitonci invece parte dai due ingredienti principali della sua campagna elettorale: sicurezza e opere pubbliche: «Padova è già una grande città, perché durante il giorno la popolazione raddoppia. Per renderla migliore bisogna risolvere i problemi di degrado di alcuni quartieri e investire in opere. Questo può farlo solo un’amministrazione che ha una visione keynesiana». Durante il confronto si è parlato anche del possibile trasloco del Calcio Padova al Plebiscito. E se Massimo Bitonci ha confermato la sua posizione («Qullo stadio deve solo essere messo a norma con una minima spesa di 3 milioni»), con l’approvazione anche di Meridi, che però preferirebbe coinvolgere i privati, sia Sposato che Giordani hanno ribadito il loro netto «no al Plebisicto», e la volontà di spendere per gli sport minori i soldi previsti per la struttura dell’Arcella.
Ieri però sono andati in scena altri due importanti confronti, a cui Giordani non ha partecipato. Assenza che ha scatenato le reazioni degli altri candidati. Il primo si è svolto all’ospedale, dove Cgil e Cisl hanno invitato i “papabili” a misurarsi sul futuro della sanità padovana davanti a medici e personale del policlinico, e l’altro nella sala di Banca Etica organizzato da Arcigay, Mimosa, Arci e Uaar. Al nosocomio al posto di Giordani si è presentato il segretario provinciale del Pd Massimo Bettin. Una scelta che non è piaciuta né a Bitonci, che ha subito fatto notare agli organizzatori come la presenza dell’esponente dem non fosse legittima, né ad Arturo Lorenzoni e Simone Borile: «Noi due non ci siamo mai confrontati con Giordani. Rispettiamo assolutamente il suo stato di salute ma i cittadini hanno bisogno di vedere lui nei confronti e non i suoi portavoce», hanno spiegato i due outsider.
In serata poi c’è stato il dibattito sui diritti civili, dove Giordani ha inviato la candidata del Pd Etta Andreella, provocando l’ira di Bitonci che ha “bucato” l’appuntamento: «Non ci sto più. Chi organizza mi obbliga ad essere presente e non vuole sostituti, ma non vale per tutti». Al suo posto ha partecipato l’ex assessore al sociale Vera Sodero.
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