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Nuovo stop al cantiere infinito il “caso Arcella” finirà in Regione

I lavori per prolungare il sottopasso ferroviario, già interrotti due volte, sono cominciati 5 anni fa Sospesi perché trovato un fiume antico con sabbia. Sinigaglia (Pd) presenterà un’interrogazione

Tutti i passanti, ormai, lo definiscono il cantiere infinito. Si tratta del prolungamento del sottopasso ferroviario della stazione progettato sino al marciapiede nord di via Jacopo Avanzo, i cui lavori sono cominciati circa 5 anni fa e che sarebbero dovuti terminare a fine giugno 2015. Per due volte il cantiere è stato fermato, per mesi interi, dalla Sabap (ex Sovrintendenza) per catalogare resti archeologici, successivamente ricoperti. La prima parte dei lavori, di competenza di Rfi-Fs p ...

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Tutti i passanti, ormai, lo definiscono il cantiere infinito. Si tratta del prolungamento del sottopasso ferroviario della stazione progettato sino al marciapiede nord di via Jacopo Avanzo, i cui lavori sono cominciati circa 5 anni fa e che sarebbero dovuti terminare a fine giugno 2015. Per due volte il cantiere è stato fermato, per mesi interi, dalla Sabap (ex Sovrintendenza) per catalogare resti archeologici, successivamente ricoperti. La prima parte dei lavori, di competenza di Rfi-Fs perché all’interno della stazione, sono stati ultimati già tre anni fa dall’impresa di Udine, Natisone, con una spesa complessiva di 714.000 euro. La seconda parte, di competenza del Comune perché all’esterno della ferrovia sotto via Avanzo, davanti al civico 23, è stata appaltata all’azienda Pistorello, di Abano. Ed è proprio il cantiere messo in piedi dall’impresa aponense che, da oltre due anni, si è impantanato, nel vero senso della parola, in una palude da cui non si riesce più a venirne fuori. Tre giorni fa il cantiere è stato bloccato di nuovo e sono stati, addirittura, portati via i mezzi tecnici della Pistorello che si vedevano in via Avanzo, di fronte al posto di polizia.

«Niente da fare», dicono i tecnici del settore in Comune. «Sino ad oggi gli operai della Pistorello, con la nostra attiva collaborazione, hanno fatto il possibile per andare avanti, ma tutto è risultato inutile perché, sotto via Avanzo, lato ferrovia, è stato individuato un vero e proprio paleoalveo. Ossia un fiume antico con una valanga di sabbia, la cui presenza non permette di far proseguire i lavori nonostante, nei mesi passati, si sia stato già effettuato un primo drenaggio delle acque, chiamato, nel gergo tecnico, wellpoint. A questo punto, dopo un summit che abbiamo organizzato con Fs, è stato deciso di sospendere, per alcune settimane, il cantiere, mentre Rfi ha incaricato una ditta specializzata per eliminare, una volta per sempre, la bolla d’acqua, che ostacola il prosieguo dei lavori».

Intanto il cantiere infinito tra via Avanzo e la stazione, che, tra l’altro, ha creato un paesaggio di ulteriore degrado alle porte dell’Arcella, potrebbe finire in Regione. «Mi hanno invitato ad effettuare un’interrogazione a Palazzo Ferro Fini perché il problema che si trascina sul lato nord della stazione è diventato di dominio pubblico visto che sono migliaia le persone che si rendono conto dei ritardi dei lavori ogni giorno», osserva il consigliere Claudio Sinigaglia, del Pd. «Nei prossimi giorni mi metterò in contatto sia con Rfi che con il Comune in modo tale da presentare un’interrogazione ben documentata in Regione anche perché il prolungamento di quel sottopasso Fs ha una stretta relazione sia con il cosiddetto Arco di Giano per la nuova viabilità progettata tra Padova ovest e Padova est e sia con la nuova Azienda Zero della sanità veneta, che sarà insediata nell’ex Casa Rossa, per l’apppunto in via Avanzo, angolo via Giusto dè Menabuoi».

Felice Paduano

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