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Ferisce il bandito, vigilante indagato

Conflitto a fuoco a Barcon con un metronotte di Cittadella. Gravissimo un giostraio reduce da tre colpi ai bancomat

di Marco Filippi
2 minuti di lettura

VEDELAGO. Una guardia giurata di Cittadella spara contro l’auto dei banditi, in fuga dopo tre colpi ad altrettanti bancomat. Un giostraio è colpito alla testa ed è gravissimo all’ospedale, altri due sono ricercati. Il vigilante, interrogato dai carabinieri, è ora indagato per tentato omicidio.

Notte da Far West. Si registra sulle strade della vicina Castellana. Una banda di giostrai ha messo a ferro e fuoco la provincia di Treviso facendo saltare in aria con l’esplosivo i bancomat di tre istituti di credito a Carbonera, Villorba e Falzè di Trevignano. Un solo colpo a segno. Dopo l’ultimo assalto, la banda è stata inseguita dai carabinieri e intercettata da un metronotte dei Rangers di Battistolli a Barcon di Vedelago. L’uomo, un 47enne di Cittadella, ha reagito sparando tre colpi dopo essersi visto spianare una pistola in faccia dai banditi. Uno dei colpi ha ferito alla testa l’autista della banda, Manuel Major, 37 anni, originario di Giavera, figlio di Radames, un giostraio legato alla Mala del Brenta di Felicetto Maniero. Le condizioni di Major, ricoverato in prognosi riservata nella terapia intensiva del reparto di neurochirurgia del Ca’ Foncello, sono disperate. I due complici sono scappati per la campagna circostante facendo perdere le loro tracce. In un campo, a 200 metri dal luogo dove i banditi hanno abbandonato l’auto, una Bmw grigia rubata a Silea, i carabinieri hanno trovato una pistola giocattolo. È probabilmente l’arma che i banditi hanno puntato contro la guardia giurata. Per tutto il giorno i carabinieri li hanno cercati perquisendo i campi nomadi della zona ed istituendo in tutta la zona dei posti di blocco. Il metronotte è stato interrogato dal pubblico ministero Gabriella Cama: è indagato per tentato omicidio.

I colpi ai bancomat. Sono le 4 quando un gruppo composto da tre malviventi, incappucciati, prende di mira il bancomat dell’Unicredit di via Primo Maggio a Carbonera. Nell’esplosione l’erogatore di banconote è danneggiato ma resiste ed i banditi sono costretti alla fuga. Un quarto d’ora più tardi la Bmw grigio metalizzata arriva in via Largo Molino a Fontane di Villorba, dove c’è lo sportello della Popolare di Vicenza. I tre banditi scendono in fretta e, sempre con la tecnica delle “marmotte”, piccoli parallelepipedi di polvere pirica compressa, fanno saltare il bancomat. Stavolta il colpo riesce ed il bottino è di diverse decine di migliaia di euro. Non è finita perché alle 4.35 nel mirino dei banditi finisce lo sportello di Veneto Banca a Falzè di Trevignano. Anche in questo caso, come a Carbonera, l’esplosione non sortisce gli effetti desiderati.

La sparatoria a Barcon. Nel frattempo le pattuglie dei carabinieri disposte a scacchiera nel territorio della Marca convergono nella zona tra il Montebellunese e la Castellana. La Bmw dei banditi viene intercettata a distanza da due pattuglie dell’Arma che si pongono all’inseguimento. In allerta ci sono anche le ronde dei metronotte. Una di queste, con a bordo un 47enne padovano, si trova nella zona di Barcon. Dalle informazioni via radio intuisce che la Bmw dei banditi potrebbe percorrere la strada principale di Barcon e lì converge. All’inizio di via Pomini, il vigilante mette di traverso la sua auto. Poco dopo vede spuntare da una curva l’auto dei banditi. L’auto rubata, con a bordo i tre malviventi rallenta per aggirare la pattuglia del vigilante. È in quel momento che il metronotte esplode tre colpi di pistola, uno dei quali colpisce alla testa l’autista della banda. La Bmw prosegue la sua corsa per altri 200 metri. Poi all’improvviso si ferma. L’autista della banda, Manuel Major, è stato colpito alla testa e perde copiosamente sangue. I due complici scappano per i campi, lasciando il compagno esanime al volante dell’auto rubata.

Bandito in fin di vita. Pochi istanti più tardi arrivano i carabinieri che attivano i soccorsi e iniziano la caccia ai complici nella campagna e nei campi nomadi circostanti. Il buio agevola la fuga ma in un campo poco distante viene trovata una pistola giocattolo. È probabilmente quella che i banditi hanno puntato al metronotte. Manuel Major è in fin di vita al Ca’ Foncello. Le speranze di salvarlo sono molto flebili.

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