Profughi nel Veneto nessun nuovo arrivo nella base di San Siro

Viene mantenuto a Bagnoli l’impegno del ministro Minniti a Cona invece 15 ingressi. Zaia: «Chiudiamo i confini»

BAGNOLI. Negli ultimi dodici giorni sono 450 i nuovi migranti arrivati nel Veneto dai porti del Sud Italia. A breve ne sono annunciati altri 300 fra Padova e Venezia. Ed è proprio Padova la provincia con il maggior numero di richiedenti asilo: 2.531 su un totale di 13.090 in tutto il Veneto. Quasi il 30 per cento è ospitato nell'ex base di San Siro, dove da tre settimane non si registrano nuovi arrivi, ma nemmeno nuove partenze.

A tracciare la contabilità dell'accoglienza in Veneto è il governatore Luca Zaia che annuncia: «È il momento di dire basta, mezza Europa ha già alzato muri e steso reticolati. Dopo le parole, i punti neri di Bagnoli, Cona e della ex caserma Serena di Treviso sono rimasti tali, con concentrazioni indegne, per gli immigrati e per i residenti». A Bagnoli il numero delle presenze è stabile intorno a quota 760, dopo le proteste e le polemiche seguite alle aggressioni ai danni di due giovani donne e alle molestie nei confronti delle lavoratrici dell'impresa di pulizie all'interno del centro. Dopo la promessa di alzare le barricate alle porte del paese, l'ex base di Bagnoli ha smesso di essere un centro di transito come invece era stato negli ultimi mesi. Ma sono cessati anche i trasferimenti perché finora i migranti destinati a Padova nelle ultime settimane sono stati alloggiati in appartamenti e altri luoghi per l'accoglienza diffusa.

Diversa invece la situazione nella vicina Cona, dove le partenze di piccoli gruppi sono proseguite, portando il totale a quota 1.050. Ieri però l'inversione di tendenza, con 15 nuovi arrivati che hanno rinfocolato le polemiche e nuove proteste.

A Bagnoli il sindaco Roberto Milan conferma la linea delle ultime settimane: «Prima i migranti degli ultimi sbarchi passavano tutti di qua, adesso non succede più e dovrà continuare così. Ho chiesto conferma al vice prefetto Aversa, il quale ha ribadito che non sono previsti ulteriori arrivi a Bagnoli. Al prefetto invece ho rinnovato la richiesta di tempi certi per avviare lo svuotamento dell'ex base che, ricordo, doveva essere una struttura temporanea. Purtroppo è il sistema completamente sbagliato, i tempi per il riconoscimento dello status di profugo sono troppo lunghi. Bagnoli però ha già fatto la sua parte, pagando un tributo fin troppo alto. Ribadisco che l'hub deve chiudere». Da Agna il sindaco Gianluca Piva plaude a Zaia: «Ha ragione: o l'Europa fa la sua parte o è ora che l'Italia si ribelli. Il Governo deve fare la voce grossa e svegliarsi dal torpore che lo distingue». «L'Austria vuole chiudere la rotta mediterranea» afferma Zaia mostrando i numeri dell'accoglienza in Veneto «ed è pronta a sbarrare il Brennero in poche ore. Intanto i balbettii italiani in Europa continuano senza raggiungere uno straccio di obbiettivo concreto. Dal 2014 su 34.262 migranti arrivati in Veneto sono 21.172 le persone che hanno fatto perdere le loro tracce, il che vuol dire che i fantasmi si avvicinano ad essere il doppio dei realmente presenti. Un segnale evidente che il caos continua a regnare. L'Europa si chiude sempre più a riccio» conclude Zaia «nel suo razzismo reale alternato a solidarismo di sola facciata. Se anche uno solo si tira indietro, adesso ha diritto di farlo anche l'Italia. O tutti o nessuno».

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