Pianeta giustizia, si astengono tutti i magistrati onorari

Prima l’astensione degli avvocati penalisti dal 20 al 24 marzo e ancora dal 10 al 14 aprile. Ora tocca alla magistratura onoraria per tutta la settimana fino al 21 aprile, poi di nuovo a maggio...

Prima l’astensione degli avvocati penalisti dal 20 al 24 marzo e ancora dal 10 al 14 aprile. Ora tocca alla magistratura onoraria per tutta la settimana fino al 21 aprile, poi di nuovo a maggio scenderanno in campo i penalisti con una terza astensione dal 2 al 5 maggio. Giustizia a singhiozzo? Giustizia ormai verso la paralisi. Al centro delle contestazioni i provvedimenti del Governo nel settore. Nel Palazzo di giustizia di Padova sono oltre una quarantina gli “onorari” tra got (giudici onorari del tribunale) sia penali che civili, vpo (vice procuratori onorari ovvero pm onorari) e giudici di pace. Attraverso Federmot (Federazione magistrati onorari di tribunale) denunciano la precarizzazione dei magistrati onorari, reclutati peraltro al di fuori di un concorso, per dare supporto alla magistratura di ruolo. In particolare reclamano «la tutela dei propri diritti retributivi e previdenziali basilari e il mantenimento in servizio fino all’età pensionabile» come un’adeguata tutela retributiva e previdenziale, che li salvaguardi anche in caso di gravidanza o malattia, protestando contro la riduzione del servizio a non più di un giorno alla settimana, per un massimo di due quadrienni contro i quattro attuali. Sul piano economico il trattamento è basso: per meno di 5 ore d’udienza (il che comporta mezza giornata di lavoro in aula) il pagamento è di 98 euro lordi pari a neanche 60 euro netti. Soldi che non tengono conto del lavoro preparatorio, prima dell’udienza per i pm onorari e, per quanto riguarda i giudici, del lavoro speso per motivare le sentenze. A Padova l’astensione blocca decine e decine di processi e cause civili al giorno, tutte rinviate di parecchi mesi. Intanto per maggio nuova protesta dell’avvocatura penale che critica i limiti della riforma del processo penale di iniziativa governativa ribadendo la contrarietà alla modifica dell’istituto della prescrizione e all’introduzione del cosiddetto processo a distanza. Tra il 2 e il 5 maggio si prevede un’ampia astensione: saranno celebrati solo i processi con detenuti. (cri.gen.)

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