"Fare shopping a Pasqua è un peccato da confessare"
Don Marco Scattolon, parroco di Rustega, esorta i parrocchiani: "Rispettate la festa degli altri"
Francesco Zuanon
CAMPOSAMPIERO. «Grazie a chi rispetta anche la Pasqua degli altri». Nella domenica delle Palme arriva l'"anatema" di don Marco Scattolon, parroco di Rustega, contro gli acquisti a Pasqua nei centri commerciali che decideranno di restare aperti. L'invito, rivolto ai fedeli attraverso la consueta cartolina e richiamato in chiesa durante le messe, è quello di boicottare nel giorno di Pasqua i negozi e centri commerciali aperti. «I cristiani dovrebbero farsi solidali con i commessi a cui non è riconosciuta né dignità, né libertà a loro e alla loro famiglia nel giorno di Pasqua. "Ho fatto acquisti a Pasqua" è un peccato da confessare», ammonisce il sacerdote piombinese all'inizio della Settimana Santa.
Don Marco Scattolon era salito alla ribalta della cronaca, appena arrivato a Rustega, per un cartello appeso fuori dalla chiesa con la scritta "Aperto anche la domenica", amaro e severo, più che ironico, richiamo a quanti preferiscono il centro commerciale dimenticandosi della messa. Secondo don Marco, «molti vanno nei centri commerciali il giorno di festa per solitudine o per noia; si faranno più incassi di domenica, ma poi diminuiscono quelli durante la settimana e i lavoratori sono lontani dalle loro famiglie. Contano anche loro, non solo i padroni. Oggi ci sono quelli che la domenica sono schiavi dei centri commerciali, trasformandola in una "domenica bestiale" come cantava qualcuno».
E tanto peggio se la domenica è il giorno di Pasqua che, se trascorso a fare acquisti, diventa un vero e proprio peccato per il parroco di Rustega. E quindi serve a poco, anzi è vera ipocrisia, fare gli auguri al commesso che domenica dovrà stare alle casse o al banco. «È' inutile augurare Buona Pasqua al commesso; lui, a ragione, ci tirerebbe dietro anche le scarpe». Ancora una volta, le parole di don Marco lasciano il segno.


I commenti dei lettori