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Scontro sugli alberi, Giordani all’attacco: «Mai più come in via XX Settembre»

L'ex presidente del Calcio Padova: «Stop alle motoseghe in modo indiscriminato». La replica di Bitonci: «Abbiamo piantato mille alberi in più»

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PADOVA. «Qui in via Venti Settembre abbiamo la rappresentazione plastica di quello che ha fatto la giunta Bitonci: il taglio indiscriminato degli alberi». Sergio Giordani si volta indietro e c’è solo un alberello, assieme ad alcuni fuscelli piantati da poco. Le grandi chiome verdi che adombravano la strada sono solo un ricordo. Batte il sole primaverile sui sampietrini: in estate sarà un inferno di calore. Ed è qui che è venuto il candidato sindaco del Pd e dell’area civica moderata per dire stop alle «azioni fatte di nascosto, senza alcuna informazione».

[[(Video) Giordani: "Il verde è importante, no ad altri tagli"]]

«Quando sarò sindaco un albero sarà abbattuto solo quando è strettamente necessario e comunque prima di procedere la pratica passerà sulla mia scrivania – afferma – Capisco perfettamente le preoccupazioni dei padovani che vedono spuntare improvvisamente le motoseghe». E poi illustra il suo piano a lungo termine: portare il totale dell’alberatura presente in città da 50 a 70 mila piante, utilizzando la legge che prevede venga piantato un albero per ogni bambino appena nato. «Curo personalmente il verde a casa mia, perché il verde è salute – racconta – È giusto che sia verde il centro, i quartieri, l’anello delle tangenziali attorno alla città. Se vogliamo abbassare anche il livello del pm0 non possiamo che piantare alberi. Oltre ovviamente a pensare alla ciclabilità, al bike sharing, alla mobilità sostenibile. Bisogna investire nella nostra salute e in quella dei nostri figli e dei nostri nipoti: è una cosa troppo importante per prenderla sottogamba».

Giordani ha in mano i numeri del primo anno di amministrazione Bitonci, in cui sono stati piantati 230 alberi. «È un record negativo se si pensa che l’anno prima erano 2.300 – afferma il candidato sindaco – L’impegno sul verde e l’alberatura, è stato letteralmente decimato. Ma d’altronde una delle prime cose che ha fatto Bitonci è stato eliminare il settore verde del Comune, cioè quello che aveva il compito di pianificare e gestire gli alberi».

E ce n’è anche per l’ex assessore al Verde Alain Luciani: «Fa sorridere la preoccupazione che gli alberi da piantare siano “autoctoni”: questa ossessione per tutto ciò che è “foresto” anziché occuparsi dei problemi reali è ridicola».

La replica di Bitonci. «Sono stati piantati mille alberi in più e altri 47mila vengono monitorati costantemente dall’amministrazione comunale». Massimo Bitonci risponde così alle accuse partite dai comitati ambientalisti “Difesa Alberi”, “Palestro 30 e Lode” e “Rete Verde”, che in questi giorni hanno protestato contro il taglio indiscriminato dei grandi alberi in città. «È vero che alcuni alberi sono stati tagliati ma subito reimpiantati, come è successo in via XX settembre. Si tratta di quelli malati, vecchi e pericolosi. Però va evidenziato come ci siano state mille piantumazioni in più rispetto alle piante tagliate, quindi il saldo è decisamente positivo. I candidati che fino a pochi mesi fa si interessavano solo di calcio dovrebbero studiare un po' di più». 

Bitonci poi si è inserito anche nella polemica sul rilancio delle botteghe Sotto il Salone, dopo la protesta della scorsa settimana e la proposta del patron di Zed Diego Zabeo, che ha in mente una versione padovana di “Eataly”: «Non credo intendesse veramente parlare del progetto di Farinetti, un’inutile fiera del prodotto italiano che non servirebbe a rilanciare veramente il Salone – ha commentato l’ex sindaco leghista – Io penso invece al prolungamento degli orari, magari con qualche apertura anche serale, in concomitanza con eventi e concerti da svolgere proprio in quella bellissima e storica area. Ovviamente deve essere fatto con criterio, perché i commercianti hanno bisogno anche di riposarsi e di stare con la propria famiglia». 
Intanto, ieri pomeriggio Bitonci ha organizzato una “riproduzione” degli incontri di quartiere che svolgeva quando era sindaco, invitando i cittadini nella sua sede elettorale all'Arcella per dei colloqui privati. Una quarantina gli intervenuti, con molti capelli bianchi.
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