Avvocato morto, la sorella: «Siamo sconvolti». Il ricordo di Bordin e Grigoletto

Fatica a parlare Elena Pietrogrande, avvocato e sorella maggiore di Alessandro Pietrogrande, il civilista caduto dal tetto di casa

PADOVA. «Siamo sconvolti, non sappiamo cosa possa essere successo, è capitato tutto così all’improvviso».

Fatica a parlare Elena Pietrogrande, avvocato e sorella maggiore di Alessandro Pietrogrande, il professionista di 54 anni morto precipitando dal terrazzo della sua casa di via Euganea, in pieno centro storico.

Il dolore è tanto e lo shock per quello che è appena successo non permette di essere lucidi come si vorrebbe.

Vicino a lei, disperata, c’è la mamma, Annamaria Garola, di 87 anni. Forse è anche per questo che non vuole affrontare l’argomento, per non ferire ancora più di quanto non lo sia già l’anziana. In via Euganea 88, nel lussuoso occhio di portico, dove per anni ha vissuto la famiglia Pietrogrande, nota famiglia di avvocati e magistrati, non c’è nessuno.

I balconi sono chiusi, il grande portone marrone serrato, e nella via non vola una mosca in una domenica pomeriggio così tranquilla e soleggiata, che tanto stona con la tragedia scoperta dall’ottantasettenne in tarda mattinata. In tarda mattinata perché da qualche tempo la signora Annamaria non vive più in quella casa, dopo tanti anni è andata a vivere da un altro dei suoi quattro figli.

Nella palazzina negli ultimi mesi era rimasto solo il figlio Alessandro. Noto avvocato in città, era anche un cittadino che negli anni passati era stato molto attivo a livello politico. Pietrogrande, infatti, era stato consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia.

«Lo ricordo bene perché ha fatto il consigliere comunale con Forza Italia dal 1999 al 2004, quando io facevo l’assessore», dice Rocco Bordin, il leader padovano di “Fare”. «Era un consigliere comunale attento e so che è stato anche segretario cittadino di Forza Italia durante la giunta Destro, nel 2001. L’aveva proposto Marco Marin, in quanto persona affidabile e che si impegnava molto», continua Bordin. «Lui poi ha sempre continuato con la sua attività di avvocato, aveva lo studio in via Trieste, e so che aveva molto lavoro. Nel 2009 ha smesso di fare politica e da quel momento l’ho perso di vista».

Un bravo avvocato, un uomo che nonostante sia rimasto un periodo breve in politica si è comunque sempre impegnato. Lo ricorda così anche Manuel Bianzale, ex consigliere forzista. «Sono passati ormai tanti anni da quando ci vedevamo durante le riunioni. Personalmente da quando è uscito dalla politica non l’ho più visto, ma lo ricordo come una persona seria, equilibrata e tranquilla».

Stefano Grigoletto, ex assessore ed esponente di Forza Italia, l’aveva incontrato più di recente. «L’ho trovato un anno fa al San Gaetano, ci siamo salutati e mi ha detto che al momento non gli interessava più la politica locale, ma che ne seguiva sempre con grande interesse le dinamiche. Mi unisco al dolore della famiglia». Alessandro Pietrogrande era infine una persona dall’animo sensibile, tanto che aveva fatto parte anche dell’Admo, l’Associazione donatori di midollo osseo.

 

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