Avvocato cade dal tetto di casa e muore

Padova, tragica fine di Alessandro Pietrogrande, 54 anni, ex coordinatore cittadino di Forza Italia. La caduta nella notte da un'altezza di 6 metri

PADOVA. È precipitato dal tetto collegato al terrazzo dopo aver perso l’equilibrio, morendo nel giardino interno della sua casa di via Euganea 88, dove nessuno ha potuto soccorrerlo, visto che era solo in casa. Il corpo dell’avvocato Alessandro Pietrogrande, 54 anni, è stato trovato ieri verso mezzogiorno dalla madre Annamaria Garola, 87 anni.

Dai primi accertamenti del medico legale l’uomo potrebbe essere morto nella serata precedente, all’incirca 12-14 ore prima. Si era trascinato per qualche metro, spirando poco dopo. Nella caduta, dall’altezza di circa 6 metri, dev’essersi aggrappato alle tegole nel disperato tentativo di non precipitare: un paio sono state rinvenute a terra, vicino al suo corpo.

Il cortile in cui è stato trovato il cadavere

Non si capisce perché il legale, che da qualche anno viveva un periodo buio della sua vita, fosse salito su quel tratto di tetto, spiovente, che di fatto chiude il terrazzo, sul quale era arrivato dalla finestra del bagno, e non dalla più comoda portafinestra attigua che era chiusa dall’interno.

La casa dove viveva Alessandro Pietrogrande

Sul posto sono intervenuti i carabinieri delle stazioni di Prato della Valle e di Cadoneghe e i sanitari del 118.

Dalla ricostruzione dei carabinieri, Pietrogrande durante la sera precedente si era chiuso in bagno e dalla finestra aveva facilmente raggiunto il terrazzo che si affaccia sul giardino interno. Si presume volesse scendere in cortile, magari uscire calandosi tramite una grondaia su un secondo terrazzo, con un salto avrebbe raggiunto il giardino: è solo un’ipotesi, visto che indossava un giubbino e delle scarpe da ginnastica. O forse si era seduto sul bordo del terrazzo magari a fumare, perdendo l’equilibrio. Quel che pare certo è che si tratta di una disgrazia, anche se ci sono delle evidenti stranezze nel suo comportamento.

Da un paio di settimane viveva solo nella grande casa di via Euganea, in centro. La mamma si era trasferita da un altro figlio e ieri era passata per caso, facendo la tragica scoperta.

Immediatamente nella signorile residenza, che dispone di un vasto parco privato a due passi dal Duomo, sono arrivati anche i fratelli di Alessandro, Elisabetta, Elena e Michele. Il papà, Bernardo, mancato nel 2013 era medico.

Alessandro era un civilista affermato, anche se da qualche tempo aveva ridotto il suo lavoro. Chi l’ha conosciuto lo descrive come una persona brillante e competente nel suo lavoro: aveva avuto lo studio in via Bettiol, poi in via Trieste. Era iscritto all’Albo degli Avvocati di Padova dal 1993 e negli ultimi anni il suo studio era nell’abitazione di famiglia. Per anni era stato impegnato con Forza Italia come consigliere comunale e coordinatore cittadino degli Azzurri.

Unanime la sorpresa di parenti e amici: in molti, ieri, saputa la notizia non volevano crederci. La salma è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e questa mattina il pubblico ministero Roberto D’Angelo deciderà se far effettuare l’autopsia.

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