Nessuno vuole la tabaccheria della Cacco

La sua licenza è stata sospesa e il negozio di Camponogara è in vendita dall’estate

La tabaccheria di Manuela Cacco, la donna di Camponogara a giudizio per l’omicidio della segretaria padovana Isabella Noventa, è sul mercato da 6 mesi ma finora nessuno la vuole comprare. Si trova in via Arzerini a Camponogara in Riviera del Brenta. Intanto la Cacco non chiederà la modifica della misura di carcerazione, per ottenere i domiciliari. È accusata di omicidio volontario in concorso, occultamento di cadavere, stalking e simulazione di reato per aver fatto finta di perdere il telefonino con cui l’accusa con il pm Giorgio Falcone sostiene perseguitasse la Noventa.

«Manuela Cacco», spiega il suo avvocato, Alessandro Menegazzo, «ha deciso di mettere in vendita il suo negozio ancora la scorsa estate, quando ha capito che sarebbe stato altamente difficile trasferire l’attività alla figlia, considerando che il Monopolio dello Stato ha sospeso la sua licenza. La ricerca di acquirenti è stata affidata ad uno studio di commercialisti di Dolo».

Finora però l’operazione non è stata portata a termine, in quanto la situazione si presenta assai delicata. Spesso dopo un primo interessamento i potenziali acquirenti si dileguano, con la paura forse (infondata) di avere problemi burocratici ulteriori, per il coinvolgimento della proprietaria nel caso giudiziario salito alle cronache nazionali. La proprietà dell’immobile in cui si trova il negozio è del padre di Manuela Cacco, mentre l’attività è intestata a lei. «Nelle prossime settimane», spiega l’avvocato Menegazzo, «le ricerche di compratori del bar- tabaccheria continueranno».

Sul fronte del processo penale, la difesa di Manuela Cacco è intenzionata a non chiedere per ora né la scarcerazione, né gli arresti domiciliari, prima del processo con rito abbreviato chiesto da Menegazzo e dai difensori dei fratelli Sorgato. «Abbiamo fiducia nella giustizia», spiega l’avvocato Menegazzo, «e sono convinto che la nostra linea difensiva sarà confermata in sede processuale. Manuela finora ha reso dichiarazioni considerate credibili sia dalla magistratura che dalla parte civile».

La linea che continuerà ad essere seguita è chiara: Manuela Cacco non ha nulla a che fare con l’ideazione del delitto di Isabella Noventa. Manuela ha forse un ruolo nel favoreggiamento di Freddy e della sorella Debora, ma non certo nella pianificazione dell’omicidio. A sostenere questa posizione anche l’ultimo video messo agli atti dalla Procura che inchioderebbe i fratelli Sorgato nella stessa auto poco dopo l’ora del delitto.

Alessandro Abbadir

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