Insegnante di ginnastica salva il prete colto da infarto

Il sacerdote si accascia tra i banchi del mercato, il prof lo soccorre e con l’aiuto di due infermiere fa ripartire il cuore

CARMIGNANO DI BRENTA. Anziano sacerdote salvato da un intervento provvidenziale quanto professionale e tempestivo. Don Tarcisio Girolimetto, 88 anni compiuti l'11 gennaio, è ospite della della casa di riposo del paese. Sabato mattina era andato dal fratello don Egidio, arciprete di Carmignano.

Don Tarcisio si è lasciato tentare da una passeggiata tra le bancarelle del mercato settimanale. Aveva fatto pochi passi quando è stato colto da malore e si è accasciato davanti al banco di borse di un nordafricano.

L'ambulante ha subito dato l’allarme: sul posto si sono precipitate due donne, entrambe infermiere, che hanno chiamato il 118 e praticato il massaggio cardiaco al sacerdote. Nel frattempo sono stati allertati i vigili urbani, che sono corsi alla scuola media per prendere il defibrillatore.

«Li abbiamo visti arrivare di corsa. “Presto, dateci il defibrillatore”, hanno detto», racconta il professor Matteo Giardini, insegnante di educazione fisica e delegato veneto della Federazione italiana salvamento acquatico che sta portando nelle scuole il progetto "Poseidone". «Io stavo entrando in ufficio con dei genitori e mi sono offerto di accompagnarli. Sono istruttore di primo soccorso. “Se volete lo uso io”, ho spiegato». Giardini è salito in auto coi vigili e poco dopo ha raggiunto il mercato e dato il cambio alle infermiere, che nel frattempo si erano avvicendate nel massaggio cardiaco.

«Ho usato due volte il defibrillatore intercalando le scariche con il massaggio cardiaco e il cuore ha ripreso a funzionare», racconta il docente. «È stato decisivo, perché il cuore era messo molto male». All'arrivo dell'ambulanza don Tarcisio, ancora in stato di incoscienza, è stato intubato e portato a sirene spiegate al Pronto soccorso di Cittadella. Al seguito dell'ambulanza anche don Egidio con alcuni parrocchiani. «Mio fratello è ricoverato in Rianimazione, ha un'insufficienza respiratoria, è ancora intubato, però è vivo, riconosce tutti e risponde agli stimoli», ha detto ieri don Egidio sollevato. «E non c'è nessuna lesione. Diciamo che è stato graziato. Un plauso va a tutti quelli che si sono prodigati per lui, dall'ambulante straniero alle due mamme che conosco bene, l'infermiera Tania Zanoni e la sua collega che si sono alternate per 18 minuti nel massaggio cardiaco, al professore di scuola che è arrivato con il defibrillatore, alle crocerossine, al 118 e ai sanitari dell'ospedale di Cittadella. Io li ringrazio vivamente, è stato un momento di solidarietà meraviglioso, una bella testimonianza. Vuol dire che chiunque può fare qualcosa in emergenza e mettere al servizio degli altri la propria capacità. Ha aiutato persino il ghiaccio sul quale mio fratello è caduto, perché i medici mi hanno detto che rallenta la circolazione del sangue e diventa meno faticoso per il cuore». L'auspicio di tutti, ora, è che don Tarcisio si riprenda completamente.

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