Esami del sangue per diecimila persone

Montagnana è l’unico comune padovano inserito dalla Regione nell’Area Rossa A: i primi invitati sono 76 quattordicenni

MONTAGNANA. Ci sono anche gli adolescenti di Montagnana tra i primi soggetti veneti che saranno sottoposti a specifici esami del sangue per valutare la contaminazione da Pfas. Il Comune di Montagnana, infatti, è uno dei dodici Comuni inseriti nella cosiddetta "Area Rossa A", realizzata sulla base di parametri di contaminazione delle acque superficiali e profonde. Area ad alto rischio, dunque, o comunque che necessitano di un controllo ben maggiore rispetto ai Comuni limitrofi.

Il piano. Recentemente la Regione Veneto ha presentato il cosiddetto "Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche", uno dei due strumenti che, assieme al "Piano di campionamento per il monitoraggio degli alimenti in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) in alcuni ambiti della Regione del Veneto", si pone come obiettivo di capire se e quanto male abbiano fatto i Pfas all'ambiente complessivo e alle persone, e quali cure e attenzione siano necessarie.

Il primo Piano interesserà circa 85 mila persone e si basa sulla considerazione «che la popolazione esposta ai Pfas possa presentare un maggior rischio di incorrere in malattie croniche, solitamente e principalmente determinate da quattro fattori di rischio: fumo, alcol, sedentarietà e sovrappeso. Ma tale popolazione ha avuto anche un'esposizione a un quinto fattore di rischio, rappresentato dai Pfas, che, secondo gli studi di letteratura, può essere associato a modifiche del metabolismo glicidico e lipidico, e pertanto predisporre a condizioni di rischio per le malattie croniche», ha spiegato la Regione.

Montagnana. Il Comune di Montagnana, unico padovano, è tra i dodici inseriti nell'Area Rossa A. I residenti di questi dodici Comuni, di età compresa tra i 14 e i 65 anni, saranno sottoposti a specifici esami del sangue. I primi ad essere chiamati saranno i quattordicenni, che a Montagnana sono 76. La Regione ha annunciato che le lettere di invito allo screening sono già state inviate. La fase operativa verrà coordinata dall'Usl 5 Ovest Vicentino. La chiamata è strutturata come uno screening oncologico, convocando i singoli cittadini, con periodicità biennale. Coloro che riveleranno di avere nell’organismo concentrazioni di Pfas superiori all'intervallo di normalità, saranno presi in carico dal proprio medico di famiglia e inseriti in un percorso assistenziale di secondo livello per la diagnosi tempestiva di eventuali patologie correlate all'esposizione a Pfas. Per la popolazione target invitata, il programma è completamente gratuito. Secondo le tabelle del Piano, la popolazione teoricamente da sottoporre allo screening a Montagnana tocca quota 9.421, anche se gli "invitati" dovrebbero limitarsi a 6.074 persone. Oltre al prelievo venoso (tra le voci analizzate ci sono colesterolo totale, glicemia, creatinenemia, enzimi epatici, ormoni tiroidei e ovviamente dosaggio Pfas), il paziente sarà sottoposto a un questionario, alla raccolta di un campione di urine e alla misurazione della pressione arteriosa. Le risposte dovrebbero arrivare entro un mese dall'effettuazione dell'esame. I prelievi, per i cittadini montagnanesi, dovrebbero essere effettuati all’ospedale a Noventa Vicentina. Il Piano stima che il 70 per cento della popolazione aderirà alla campagna, perché sottoporsi alle analisi non sarà obbligatorio per nessuno.

Gli alimenti. Montagnana sarà coinvolta anche nel secondo Piano, quello legato al monitoraggio degli alimenti. Obiettivo del piano è stimare il livello di contaminazione da Pfas nelle principali produzioni agro-zootecniche dell'area a rischio, e individuare i livelli di sicurezza di tali contaminanti negli alimenti. La precisa individuazione delle aziende da campionare e il prelievo dei campioni è a carico delle Usl competenti per territorio.

A Montagnana verranno scelte un'azienda familiare e una industriale che alleva suini, tre aziende che trattano bovini da latte, quattro allevamenti avicoli, tre allevamenti con bovini da carne, un'azienda impegnata nella produzione di uva da vino, tre dedite alla coltivazione di mele e una di pere, più altre due imprese agricole che producono frutta di altro genere. E ancora quattro impegnate nella produzione di patate, una in quella della lattuga e un'altra in quella del radicchio. Tre campionamenti toccheranno realtà che producono asparagi, tre che producono cipolle, due produttori di pomodori e due ortaggi vari. Sul fronte della produzione del granturco, sono cinque le aziende che passeranno il setaccio del Piano.

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