Elezioni Padova, Sposato si candida a sindaco

L'imprenditore patron di Eurointerim correrà per palazzo Moroni con due liste civiche 

PADOVA. «Scendo in campo da solo, senza il sostegno di nessun partito, e per vincere. Voglio arrivare al ballottaggio e poi a fare il sindaco». Ventuno punti programmatici per la città, lavoro per i più giovani, sviluppo economico, un occhio alle politiche per le donne e l’audacia di chi per la prima volta si tuffa in un’avventura politica. Luigi Sposato, patron di Eurointerim, che da molti è stato definito il “Luigi Brugnaro padovano” («Ci conosciamo bene, facciamo lo stesso lavoro, ma siamo molto diversi», ha tenuto a precisare prima di dare formalmente il via alla sua campagna elettorale) da oggi è ufficialmente candidato sindaco.

«Io amo pensare in grande, e ho deciso di farlo quando tra mia moglie e mia figlia c’è stata una discussione legata alla sua permanenza a Padova dopo gli studi», ha spiegato l’imprenditore. «In quel momento ho capito che dovevo fare qualcosa per i giovani, per farli rimanere qui e non costringerli ad espatriare per trovare un lavoro. Voglio partire dalla voglia di ristabilire un clima di fiducia a Padova perché non amo le conflittualità. Bisogna osare» (“Osa” è lo slogan scelto per la campagna elettorale).

Imprenditore nel settore del lavoro interinale, Sposato è originario di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) ma risiede all’Arcella da 30 anni, e guida dal 1998 un’azienda dal fatturato di 70 milioni di euro l’anno. Per ora non ha presentato liste a sostegno della sua candidatura, ma nel cassetto ne avrebbe almeno due, formate da professionisti consulenti del lavoro, e da giovani under 22. Scorrendo quelle che lui ha definito le «21 azioni da mettere in atto per la città», si trova un po’ di tutto, dalla viabilità alla scuola, all’ambiente, allo sport, alla trasparenza, fino alla giustizia sociale, alla sicurezza e all’immigrazione: «Lo scopo della mia candidatura è quella di risolvere i problemi. Oggi la città vive un momento di lacerazioni sociali che vanno risolte senza eccessi di personalismi».

Tra i temi della campagna elettorale ce ne saranno sicuramente tre, eredità dell’amministrazione uscente: il nuovo ospedale, lo stadio e la gestione dell’immigrazione: «Credo che ce ne saranno molti altri, perché noi non dobbiamo inseguire gli argomenti di nessuno», ha risposto Sposato, «in ogni caso credo che per l’ospedale vada verificata la copertura finanziaria, perché nulla deve ricadere sui cittadini. Lo stadio penso che ai tifosi interessi meno del Padova in serie A, e quindi meglio pensare a rafforzare la società. Sull’immigrazione non possiamo far finta di nulla. Io non sono uno che vieta ai mussulmani di pregare in città, ma va gestita attraverso il dialogo costante con tutte le istituzioni». Dietro il progetto di Sposato potrebbe essereci l’ombra di Massimo Bitonci, e la presenza ieri di un paio di esponenti della ex lista Cappelli che sostenne il leghista nel 2014 (Paolo De Franceschi e Riccardo Onofri, quest’ultimo anche leader di alcuni movimenti del «no ai clandestini»), lascia presupporre che i contatti siano vivi e che Sposato sia più a destra che a sinistra.

 

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