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«Iper da limitare Dietro ogni vetrina c’è una famiglia»

L’ex consigliere e manager Jacopo Silva sul via libera del Tar «Errore di Bitonci irritante, dimostrazione di incapacità»

«Dietro ogni vetrina c’è una famiglia. Ma anche la vita di una città». Arriva, da sinistra, un secco no all’apertura di nuovi centri commerciali. Jacopo Silva, ex consigliere della lista civica, parla anche da imprenditore attento alle leggi del mercato. Ma con la necessità di un intervento regolatore: «Altrimenti si rischia di pagare costi sociali altissimi».

Silva, cosa la preoccupa della sentenza del Tar che ha bocciato il Piano del Commercio?

«Io penso che Padova abbia già un numero di ce ...

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«Dietro ogni vetrina c’è una famiglia. Ma anche la vita di una città». Arriva, da sinistra, un secco no all’apertura di nuovi centri commerciali. Jacopo Silva, ex consigliere della lista civica, parla anche da imprenditore attento alle leggi del mercato. Ma con la necessità di un intervento regolatore: «Altrimenti si rischia di pagare costi sociali altissimi».

Silva, cosa la preoccupa della sentenza del Tar che ha bocciato il Piano del Commercio?

«Io penso che Padova abbia già un numero di centri commerciali sufficiente, per non dire eccessivo. Adesso basta».

Perché basta nuovi iper? Si regolerà il mercato...

«Dietro a ogni negozio c’è una famiglia. E c’è un commerciante che vive del suo lavoro. Come se non bastasse si rovina il tessuto sociale dei nostri quartieri».

Rischiano la chiusura i negozi di quartiere, ma non hanno una clientela diversa?

«A Padova ogni rione ha un nucleo con negozi di vicinato, dove la gente si incontra, si scambia idee e sta insieme. Questa è sicurezza ed è qualità della vita».

I centri commerciali abbassano la qualità della vita?

«La città non è fatta solo di muri e strade, ma anche di relazioni umane. Faccio un esempio: finché ha il negozio di alimentari sotto casa l’anziano vive bene, se si toglie questo “servizio” si abbassa la sua qualità di vita. Qualcuno dovrà portargli la spesa a casa: e questo è un costo sociale».

Il Tar però nella sentenza ricorda che le direttive europee impongono le liberalizzazioni.

«Un conto è la libertà d’impresa, un conto è il dovere di un Paese di regolare le attività commerciali affinché le cose funzionino nel modo giusto. L’impatto urbanistico di queste strutture fa capire che devono essere regolamentate».

Regolamentare in che modo?

«Deve intervenire la Regione perché gli effetti sono sovracomunali. Un centro commerciale costruito a Albignasego o Selvazzano logicamente influisce anche su Padova».

Cosa pensa dell’errore dell’ex sindaco Bitonci che ha portato alla bocciatura del Tar?

«Sono molto irritato: è l’ennesima dimostrazione della palese inadeguatezza e incapacità delle persone di quell’amministrazione».