«Il corpo di Isabella? È lontano» Debora lo dice a gesti alla madre

Filmato e intercettato un colloquio in carcere che rientra nel fascicolo ormai chiuso sull’omicidio. Dolores Rossi chiede alla figlia dove sia finita la salma dell’impiegata e la figlia risponde chiaramente

PADOVA. A volte i gesti valgono più di mille parole. Soprattutto quelli di Debora Sorgato che risponde alla domanda - o ad un semplice gesto- della mamma Dolores Rossi,che le chiede dove sia il corpo di Isabella Noventa durante un colloquio in carcere, ripreso da una telecamera nascosta e ascoltato da una miriade di microspie.

Debora alza il braccio, in un modo che gli investigatori ritengono molto eloquente e che traducono in questo modo: «È distante, nessuno lo troverà».

L’indiscrezione è del settimanale Giallo, e peraltro questa tesi, concorda con quanto scrive il pubblico ministero Giorgio Falcone nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari agli indagati. Scrive il magistrato: «I Sorgato e la Cacco, al fine di procurarsi l’impunità nell’omicidio di Isabella in concorso e previo accordo tra loro sopprimevano o comunque sottraevano il cadavere di Isabella Noventa, in modo tale da impedirne definitivamente il ritrovamento». Ecco, quel definitivamente potrebbe essere quel gesto di Debora con la mano che sventola a mo’ di “è distante, distante”. All’indomani dell’arresto Freddy aveva portato gli investigatori, alla presenza anche del pubblico ministero, sul punto esatto del Brenta. Ma giunto sull’argine i ricordi si sono fatti poco precisi e il camionista/ballerino ha indicato un tratto arginale di quasi un chilometro.

Omicidio di Isabella Noventa, la cronistoria

Le ricerche dei sommozzatori non hanno portato a nulla.Nei 37 giorni di ricerche nel Brenta, vicino alle chiuse, è morto anche un sommozzatore esperto, Rosario Sanarico. Ma sul ponto c’è di tutto e di più. Sono una ventina di lettere scritte da Freddy a Debora e viceversa in questi mesi di detenzione. Lettere per siglare il “patto” fra fratelli: «Debora sono stato io a uccidere Isabella... per giunta tu quella sera non c'eri perché eri al lavoro. Ti ricordi?». Che necessità avevano di scriverselo? Freddy avrebbe poi rivelato a un compagno di cella nella casa circondariale Due Palazzi di Padova: «Ho gettato il corpo di Isabella in un cassonetto dell'immondizia nella zona industriale di Padova». È poco prima dell'estate: l'uomo che raccoglie quelle parole - un veneto già scarcerato - chiede di essere sentito in questura. E racconta tutto. È la verità che mancava? O l'ennesima bugia per seppellire ogni personale responsabilità nel giallo sull'omicidio della segretaria di Albignasego?

Come detto il magistrato ha atteso invano che Freddy si facesse interrogare entro i 20 giorni dopo la notifica dell’avviso all’indagato della conclusione delle indagini. I suoi avvocati hanno preferito farlo stare zitto e quindi ora bisognerà vedere se chiederanno un rito alternativo o decideranno di affrontare il processo pubblico.

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