Nello smartphone di don Andrea i nomi delle numerose amanti

Continuano a sfilare davanti ai carabinieri le donne sospettate di essere state tra le amanti del 48enne don Andrea Contin, offerte ad altri uomini durante le orge organizzate dal prete. Orge (è il...

Continuano a sfilare davanti ai carabinieri le donne sospettate di essere state tra le amanti del 48enne don Andrea Contin, offerte ad altri uomini durante le orge organizzate dal prete. Orge (è il sospetto della procura) a pagamento: da qui le accuse di violenza privata e di favoreggiamento della prostituzione

Interrogatori. Gran parte dei nominativi sono stati trovati in uno dei cellulari sequestrati all’ex parroco di San Lazzaro, originario di Busiago di Campo San Martino, come la terza amante 50enne sposata che ha ammesso la storia con il sacerdote. Un sacerdote che coltivava molte relazioni contemporaneamente, praticando sesso sadomaso come confermato dalla “stanza dei giochi” ricavata all’ultimo piano della canonica. Un locale che ha lasciato allibiti i carabinieri arrivati con un decreto di perquisizione mercoledì scorso: dal soffitto pendevano catene per legare le donne durante i rapporti; nel locale falli di plastica di varie grandezze, un frustino e un collare, infine una videocamera, e non mancava un crocefisso appoggiato a una mensola con lo sguardo diretto al cielo.

Un esperto per i video. Tra le preferenze del prete-playboy, appassionato di sesso estremo, c’era un gioco: spogliare la sua preferita di turno, magari facendole calzare un paio di stivali bianchi con tacco, e farla ammirare da altri uomini e poi via con il resto. Tutto filmato con la telecamera: ecco perché nei prossimi giorni il pm Roberto Piccione, titolare dell’inchiesta, affiderà a un esperto l’incarico di visionare il contenuto dei molti dvd sequestrati, ciascuno dei quali intitolato con il nome di un papa. Si tratta di un accertamento tecnico irripetibile al quale potrà partecipare l’indagato (difeso dal penalista Michele Godina), nominando un proprio tecnico di fiducia.

Tra gli strumenti trovati, pure un paio di mutande con fallo che don Andrea avrebbe fatto indossare alle partner per rapporti particolari. Sesso consenziente? O sesso tra violenza e costrizione? È su questo che sta indagando la procura: ha consegnato agli investigatori anche dei certificati medici l’amante (divorziata dal marito) che ha denunciato il sacerdote, una 49enne impiegata padovana che aveva intrecciato una relazione sentimentale poi sfociata in un rapporto perverso.

Violenza fisica e verbale. In qualche occasione il prete l’avrebbe picchiata durante i rapporti sessuali e le avrebbe provocato delle lesioni genitali. Nella denuncia la donna ha raccontato che il prete l’avrebbe minacciata con un coltello: un fatto non smentito nell’intervista pubblicata ieri con la 49enne, decisa a sottrarsi a quel sesso di gruppo e a chiudere la relazione con don Andrea che le avrebbe fatto continue pressioni. Sempre lei ha anche raccontato nella querela che il parroco si vantava di girare con una pistola, ma nessuna arma è stata trovata in canonica. Insieme i due erano stati alcuni giorni nel villaggio francese per scambisti Cap d’Agde. Molto pesanti i messaggi, per lo più via whatsapp, che don Andrea inviava alle sue numerose amanti, chiamate con epiteti volgari e irripetibili, compiacendosi degli incontri particolari consumati.

La Curia sapeva. L’estate scorsa la 49enne amante aveva trasmesso alla Diocesi un esposto molto dettagliato, facsimile della denuncia presentata ai carabinieri. E già in precedenza altre “voci” sarebbero giunte in Vescovado in merito alla vita esagerata del “don”. Verificando che nulla s’era mosso, la signora aveva incontrato un sacerdote con incarichi di responsabilità. Ma evidentemente i tempi della Chiesa sono più lenti e il prete ha continuato a coltivare il suo harem e a vivere in piena libertà.

Cristina Genesin

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