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Freddy e Debora scelgono il silenzio

Non si faranno interrogare. Colloqui sospetti tra l’uomo in carcere e la madre

Freddy Sorgato non parlerà: lo ha deciso ieri mattina durante l’incontro con i suoi legali (i penalisti Massimo Malipiero e Giuseppe Pavan). E nemmeno la sorella Debora (tutelata dal penalista Carlo Augenti con il legale Morachiello). Ieri è ufficialmente spirato il termine dei venti giorni, la finestra temporale a disposizione di un indagato per chiedere di essere interrogato dal pubblico ministero dopo la conclusione dell’indagine (e il magistrato ha l’obbligo di farlo, mentre dopo tale te ...

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Freddy Sorgato non parlerà: lo ha deciso ieri mattina durante l’incontro con i suoi legali (i penalisti Massimo Malipiero e Giuseppe Pavan). E nemmeno la sorella Debora (tutelata dal penalista Carlo Augenti con il legale Morachiello). Ieri è ufficialmente spirato il termine dei venti giorni, la finestra temporale a disposizione di un indagato per chiedere di essere interrogato dal pubblico ministero dopo la conclusione dell’indagine (e il magistrato ha l’obbligo di farlo, mentre dopo tale termine può ascoltare l’indagato a sua discrezione sempreché lo chieda). Ora il pm Giorgio Falcone, titolare dell’inchiesta sull’assassinio di Isabella Noventa, potrà chiedere di spedire a processo i componenti del terzetto-killer (oltre ai fratelli Sorgato, la complice Manuela Cacco, amante dell’uno e amica dell’altra) per il delitto della segretaria di Albignasego. Processo che – per il reato di omicidio volontario – è di competenza della Corte d’assise (il collegio giudicante è formato da due giudici togati, cioè professionisti, integrato da sei giurati popolari, cittadini estratti a sorte). Intanto emergono altri particolari dell’inchiesta che potrebbero aver messo in difficoltà i due fratelli, accusati di aver pianificato da tempo l’omicidio di Isabella, convincendoli a restare zitti. Nei colloqui intercettati nel carcere di Padova tra la madre Dolores Rossi e Freddy la prima dice «Fatti interrogare per collaborare». E lui risponde: «... Ho già detto dieci volte quello che dovevo... Che mi è morta fra le mani» sottolinea, riferendosi all’unica confessione fatta in occasione della convalida del fermo avvenuto il 16 febbraio quando dichiarò «Ho fatto tutto da solo... L’ho soffocata durante un gioco erotico, una pratica che facevamo come coppia nei rapporti sessuali». E la madre risponde: «Vaglielo a dire per l’undicesima volta». Forse sospettavano di essere “ascoltati” dagli investigatori e cercavano di accreditare la versione dell’incidente mortale, affrancando da ogni responsabilità Debora. Lo confermerebbero altri colloqui intercettati. «Cosa eri andata a fare quella sera (la notte del delitto) a casa di Freddy?» chiede la madre a Debora, detenuta a Verona, sempre durante un colloquio. «Non ti ricordi che ogni tanto gli portavo i libri di mio figlio e passavo a salutare Freddy?» lei replica. I Sorgato e la Cacco sono accusati di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere; solo la Cacco dovrà rispondere anche di stalking nei confronti di Isabella e di simulazione di reato.

Cristina Genesin