«La pubblicazione del filmato sul web ha ridotto il degrado»

Omofobia e razzismo a Solesino: i titolari della lavanderia che ha fatto scoppiare il caso sono soddisfatti dell’effetto

SOLESINO. «Da inizio settimana la situazione è cambiata in positivo». A constatarlo sono i titolari della lavanderia self service di piazza Diaz, diventata in questi giorni il luogo più chiacchierato del paese. Evidentemente la scelta di pubblicare sui social foto e video di degrado, atteggiamenti apparentemente equivoci e bivaccamenti di extracomunitari dentro e fuori il proprio esercizio commerciale, con tutta la polemica che ne è seguita, ha portato qualche effetto. «La scelta» hanno ribadito «è stata dettata dall'esasperazione di una situazione arrivata al limite. Tornassimo indietro lo rifaremo. È vero che il nostro è un esercizio pubblico ma chi lo frequenta dovrebbe rispettarne le regole. Invece in questi mesi siamo stati anche spesso insultati da queste persone. I commenti incriminati non hanno nulla a che fare con il razzismo e l'omofobia, ma con il disagio per una quotidianità che è diventata esasperante». Da parte sua Matteo Pegoraro, il consigliere di minoranza che invece aveva evidenziato, fuori dai denti, la deriva razzista e omofoba di alcuni suoi compaesani, dopo avere alzato un vespaio di reazioni, il giorno dopo preferisce chiudere la questione. «Ho ricevuto insulti» ha spiegato «da parte dei soliti che hanno sparato sul mucchio per il balletto dei due minorenni, ma anche tante attestazioni di solidarietà, anche da persone dei paesi vicini». L'assessore al Sociale Nicola Fusaro, partendo dall'episodio, confida che possa essere di insegnamento. «Credo sia necessaria» ha detto «una grande "rivoluzione" culturale per fare in modo che questi episodi, il più delle volte amplificati dai social network e da persone senza molti scrupoli, possano essere il più possibile limitati. Fortunatamente a fianco di persone che io definisco "spaventate" e che si lasciano andare a queste esternazioni, esistono anche tante altre persone che hanno capito che i problemi non si risolvono con i facili slogan e la cattiveria, ma con il dialogo e il confronto. Solesino è un paese accogliente, vivace e generalmente i suoi abitanti hanno grande buon senso nel giudicare persone e azioni».

Rimane sulle sue posizioni invece il consigliere forzista Elvy Bentani, che sostiene che i suoi paesani non sono razzisti e tanto meno omofobi. «Come spesso accade» ha rilanciato «qualcuno per farsi pubblicità gratuita e suggestionare l'opinione pubblica sui temi del razzismo e dell'omofobia mistifica volontariamente la realtà dei fatti. Il livello di degrado e di insicurezza nel nostro paese è sotto gli occhi di tutti, non si può mettere la testa sotto la sabbia e far finta di niente. Le dichiarazioni di Pegoraro sono state fuori luogo, tendenziose e inaccettabili. La verità è che se andiamo avanti di questo passo altri negozi di Solesino abbasseranno le saracinesche. La situazione è a dir poco drammatica, oltre alla crisi che non lascia scampo, nei cittadini e nei commercianti c'è una percezione di insicurezza ai massimi livelli. La responsabilità è imputabile all'attuale amministrazione, che non ha fatto alcun investimento sulla sicurezza del nostro territorio».

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