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«Basta scaricabarile sui debiti»

Pizzo (Consiglio di bacino): «Il Consorzio non può trasferire i suoi buchi, basta gravare sui Comuni»

PIOVE DI SACCO. «Il Consorzio Padova Sud non può deliberare efficacemente alcun trasferimento ai Bacini in liquidazione di somme qualificate come “costi sospesi”: un conto è trovare le responsabilità dei buchi, un altro è coprire il buco con il portafoglio degli altri»: Lucia Pizzo, presidente del neo nato Consiglio di bacino, organo di sorveglianza sul servizio rifiuti per la Bassa padovana e il Piovese, rispedisce al mittente il “pacco” natalizio da quasi otto milioni di euro - di buco - ...

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PIOVE DI SACCO. «Il Consorzio Padova Sud non può deliberare efficacemente alcun trasferimento ai Bacini in liquidazione di somme qualificate come “costi sospesi”: un conto è trovare le responsabilità dei buchi, un altro è coprire il buco con il portafoglio degli altri»: Lucia Pizzo, presidente del neo nato Consiglio di bacino, organo di sorveglianza sul servizio rifiuti per la Bassa padovana e il Piovese, rispedisce al mittente il “pacco” natalizio da quasi otto milioni di euro - di buco - che qualche giorno fa il presidente del Consorzio Padova Sud Alessandro Baldin ha annunciato di voler “restituire” ai vecchi Bacini 3 e 4 che, a loro volta, dovrebbero poi farlo confluire nel Consiglio di bacino che li va a sostituire.

«Il piano di ricognizione del Padova 4 (Piovese) è stato già trasmesso ai sindaci per l’approvazione» sottolinea Pizzo, «e in esso non risultano costi sospesi, bensì un credito nei confronti del Consorzio il cui mancato pagamento, per altro, ostacola l’operatività del Consiglio, unico organo di controllo previsto dalla legge». In sospeso rimane il piano di ricognizione del Bacino Padova 3 (Bassa padovana) che l’ex presidente e ora commissario liquidatore Simone Borile non ha ancora presentato.

Pizzo non si dice persuasa della bontà della scelta di avviare per Padova Tre srl il concordato in continuità, che prevede il licenziamento - dopo sei mesi di cassa integrazione e due di mobilità - di 39 dei 50 dipendenti amministrativi. «I sindaci hanno ratificato il costoso avvio del concordato senza ricevere alcun documento. Trovo ingiustificato» la posizione del presidente del Consiglio di bacino, «non aver preteso il previo annullamento dell’accollo dei debiti di Padova Tre a carico del Consorzio - ovvero dei Comuni - e il non aver affrontato il tema del debito del Consorzio stesso che si è ulteriormente accumulato, soprattutto nei confronti di Sesa spa, pari a 15 milioni di euro. Il paradosso è di ritrovare i Comuni ulteriormente indirettamente indebitati per salvare una srl di proprietà totalmente pubblica».

Il ginepraio in cui ormai da mesi si è infilata la gestione del servizio rifiuti, con la montagna di soldi che vi ruota attorno, sembra farsi di giorno in giorno più fitto.

Elena Livieri