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Via Piave, condannato il filare di pioppi neri

Il Comune ha deciso di abbattere le sessanta piante perché sarebbero pericolose Appello di Legambiente e comitati: «Ci sono esemplari sani che vanno salvati»

PIOVE DI SACCO. Giù le mani dai pioppi neri di via Piave. Legambiente, il comitato spontaneo Madonna delle Grazie e la onlus Spiritus Mundi hanno chiesto formalmente all’amministrazione di rivalutare il progetto di abbattimento di tutto il filare (oltre una settantina di piante) il Fiumicello. Un progetto che nasce come conseguenza di una relazione tecnica di un paio di anni fa della società Mediterranea e che secondo i proponenti della segnalazione è quanto meno da riprendere in mano. «Dal ...

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PIOVE DI SACCO. Giù le mani dai pioppi neri di via Piave. Legambiente, il comitato spontaneo Madonna delle Grazie e la onlus Spiritus Mundi hanno chiesto formalmente all’amministrazione di rivalutare il progetto di abbattimento di tutto il filare (oltre una settantina di piante) il Fiumicello. Un progetto che nasce come conseguenza di una relazione tecnica di un paio di anni fa della società Mediterranea e che secondo i proponenti della segnalazione è quanto meno da riprendere in mano. «Dall’analisi della relazione» scrivono nella lettera fatta protocollare in municipio, «si evince come le capitozzature e le potature scorrete siano state, nel medio lungo periodo, il vero motivo di instabilità e delle ferite al fusto e al castello degli alberi in questione tali da creare l’entrata di agenti patogeni. Alla fine la relazione cita la presenza di esemplari meno gravi ma allo stesso tempo, in maniera incoerente, nelle singole schede ciascuna pianta è segnalata come grave e quindi da abbattere». Le piante insomma non sarebbero a fine vita ma malate, e non tutte. «Il taglio totale» spiegano, «avrebbe un dirompente impatto dal punto di vista ambientale (le piante filtrano l’anidride carbonica lungo una strada molto trafficata) e anche paesaggistico perché il filare ha un suo notevole pregio artistico, specie se ammirato dal cono visivo del santuario della Madonna delle Grazie». Per questo Legambiente, il comitato e Spiritus Mundi hanno avanzato una serie di proposte. «Chiediamo» scrivono, «una progressiva sostituzione partendo solo da quelli maggiormente compromessi, una piantumazione anche negli spazi liberi da anni, l’adozione di una potatura professionale con operatori qualificati che, seppur meno economica nel breve, si rileverebbe più lungimirante per il futuro, e una sostituzione, nell’arco di vent’anni, con degli aceri. Una sostituzione progressiva che permetterebbe di salvaguardare il valore estetico, quello della sanificazione ambientale nonché la capacità intrinseca nell’apparato delle radici di compattare e sostenere l’argine visto che la sponda opposta, dove non ci sono piante, è soggetta a frane». Da parte sua il Comune conferma che l’intervento è in fase di programmazione. «A malincuore» spiega l’assessore Simone Sartori «è un’operazione che dobbiamo fare perché rimane primario l’interesse della sicurezza delle persone e dei mezzi che transitano su via Piave. Stiamo comunque conducendo un’ulteriore verifica e studiando una soluzione con il più basso impatto possibile. Gli alberi saranno ripiantati. Incontreremo i cittadini per condividere il progetto auspicando che sia compresa la logica dell’intervento».

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