Giallo Noventa, nuovi guai per la Cacco: simulazione di reato

Avrebbe denunciato il (falso) furto del cellulare per sviare i sospetti di essere la stalker di Isabella. La tabaccaia è accusata dell’omicidio della segretaria, insieme ai fratelli Freddy e Debora Sorgato

PADOVA. Simulazione di reato: è la nuova accusa contestata alla veneziana Manuela Cacco, componente del terzetto-killer, con l’amante Freddy Sorgato e l’amica Debora Sorgato, ritenuto responsabile dell’omicidio di Isabella Noventa, la segretaria di Albignasego 55 enne, uccisa nella notte fra il 15 e il 16 gennaio anche se il suo corpo non è mai stato trovato.

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L'ex marito di Isabella: "Credo alla Cacco"

È la quarta accusa di cui la tabaccaia di Camponogara, 54 anni, rischia di rispondere a processo, insieme a quella di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e di occultamento di cadavere (reati contestati in concorso ai fratelli Sorgato) oltre al reato di stalking sempre a carico della sfortunata Isabella.

Nuovi guai. Mercoledì è stato notificato alla Cacco, detenuta nel carcere della Giudecca a Venezia l’avviso di conclusione dell’indagine, atto preliminare alla richiesta di rinvio a giudizio. Per quanto riguarda le altre contestazioni l’avviso di chiusura indagine era già stato formalizzato il 9 dicembre ai tre indagati. Si aggrava la posizione della veneziana che aveva fatto credere di collaborare in pieno, raccontando i retroscena dell’assassinio di Isabella, rivale di cuore e di letto, fidanzata ufficiale del camionista-ballerino-sciupafemmine incapace di scegliere tra l’una e l’altra, per due anni e mezzo pericolosamente in bilico fra due donne diverse: Isabella, personalità forte invisa a Debora, e la fragile Manuela, pronta a stringere alleanza con la sorella di Freddy per cancellare dalla vita dell’amato la concorrente.

L’ennesima finzione. Manuela Cacco avrebbe finto di essere stata vittima di un furto: ecco il reato simulato, l’ennesima messinscena dopo la sfilata con il piumino bianco di Isabella indossato la notte maledetta del delitto, una notte di imbrogli e bugie. È il 15 novembre 2013 quando Manuela si presenta nella stazione dei carabinieri di Camponogara: denuncia che il 15 ottobre le è stato rubato il cellulare. La querela finisce fra le tante. Più di due anni dopo deflagra il “giallo” sulla scomparsa di Isabella Noventa e gli investigatori scoprono che la vittima aveva presentato ben sei denunce per stalking: per un anno era stata perseguitata con chiamate telefoniche, sms e biglietti lasciati sul parabrezza della sua auto. In un foglio era scritto: «Troia vergognati, Freddy ti amo». Viene controllato il tabulato Imei ( il codice identificativo del cellulare). E si scopre che il telefonino “rubato” in realtà continua a essere utilizzato da Cacco che ha sostitutito la scheda sim, cambiando solo il numero di utenza.

Una valanga di bugie. Semplice l’obiettivo: allontanare da lei il sospetto che fosse la stalker di Isabella e concentrare l’attenzione sullo sconosciuto (o sconosciuta) che sarebbe stato il ladro (o la ladra) dell’apparecchio. Ma la tecnologia a disposizione degli investigatori ha smascherato Manuela che, nel corso dei quattro interrogatori con il pm avvenuti il 16 e il 25 febbraio, il 7 marzo e l’8 settembre, aveva sempre negato di aver perseguitato la vittima. Una versione riconfermata in occasione dell’incidente probatorio (meccanismo di anticipazione della prova processuale): di nuovo, si è tirata fuori da ogni responsabilità sia nell’ideazione che nell’esecuzione dell’omicidio di Isabella, scaricando tutto su Debora (esecutrice materiale) e su Freddy. Sperava di ottenere gli arresti domiciliari e l’alleggerimento dell’accusa di omicidio con il favoreggiamento.

Scambi epistolari. E allora, tutte bugie? No, ricostruzione credibile in parte, secondo il pm alcone, convinto che Manuela Cacco odiasse a tal punto Isabella da volerla morta. Anzi addirittura da volerla uccidere. Dal 16 febbraio, giorno in cui i tre sono finiti dietro le sbarre, c’è stato lo scambio di un’ottantina di lettere: il pm ha disposto il controllo postale.

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