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Enti sedimentati l’uno sull’altro nelle epoche

C’erano i bacini 3 e 4, aboliti ma non liquidati. Venne il consorzio e ora c’è il bacino unico

ESTE. Mettere il naso nel tema della gestione dei rifiuti significa inoltrarsi in un ginepraio in cui è difficile districarsi. Che se già il legislatore di suo sembra far di tutto per rendere le cose più complesse di quello che umanamente si può accettare, ci sono poi gli amministratori pubblici che pensano a peggiorare ancora la situazione. Bacini, Consorzi, Padova Tre, Padova Sud, Consiglio di bacino: di cosa si sta parlando?

Partiamo dalla fine: oggi Padova Tre è la società pubblica che g ...

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ESTE. Mettere il naso nel tema della gestione dei rifiuti significa inoltrarsi in un ginepraio in cui è difficile districarsi. Che se già il legislatore di suo sembra far di tutto per rendere le cose più complesse di quello che umanamente si può accettare, ci sono poi gli amministratori pubblici che pensano a peggiorare ancora la situazione. Bacini, Consorzi, Padova Tre, Padova Sud, Consiglio di bacino: di cosa si sta parlando?

Partiamo dalla fine: oggi Padova Tre è la società pubblica che gestisce il servizio rifiuti ed è controllata al 100 per cento dal Consorzio Padova Sud tramite le quote dei 50 e passa Comuni di Bassa e Piovese. Quindi Padova Tre è una Srl e Padova Sud un consorzio non obbligatorio di secondo grado. La prima è nata come braccio operativo del Bacino Padova 3. Quest'ultimo era - ma è ancora in fase di liquidazione - l'ambito territoriale che la vecchia legge sulla gestione dei rifiuti individuava per la Bassa Padovana. Il suo presidente - ora liquidatore - è Simone Borile. Lo stesso che ha dato vita a Padova Tre Srl. Giocando, evidentemente, sulla facile sovrapposizione dei nomi.

Per l'ambito territoriale del Piovese esisteva invece il Bacino Padova 4, presidente e oggi liquidatore Stefano Chinaglia. Perché i due Bacini sono in liquidazione? Perché la legge regionale 52 del 2012 ha modificato gli ambiti territoriali, prevedendo per la Bassa Padovana e il Piovese un unico recinto, quello del Consiglio di bacino Padova Sud. Fatta la legge, però, mancavano i decreti attuativi. E nelle more dell'emanazione delle stesse, Borile e Chinaglia con sindaci al seguito - con pochissime eccezioni fra cui Piove di Sacco e Barbona - decidono la fuga in avanti. Creano il Consorzio Padova Sud (e torna la sovrapposizione di nomi con il Consiglio di bacino Padova Sud) - che è un consorzio di secondo grado, quindi non obbligatorio a differenza dei bacini - nel quale riversano quote, personale e funzioni dei Bacini Padova 3 e 4. E tanto per non sbagliare, la sede del Consorzio, che della Padova Tre doveva essere il controllore, viene fissata in via Rovigo 69 a Este, cioè nella stessa sede della società. Di più. Borile diventa presidente del Consorzio Padova Sud e vice presidente e direttore della Padova Tre. Chinaglia diventa invece presidente della Padova Tre. Controllori e controllati sono le stesse persone. Che è esattamente quello che la legge 52 del 2012 vuole invece evitare con l'introduzione del Consiglio di bacino.

Siamo nel 2015: Borile e Chinaglia, sostenuti da un nocciolo duro di sindaci - su tutti Giancarlo Piva di Este, Antonio Ruzzon di Conselve e Francesco Lunghi di Monselice - e con l'appoggio tecnico del direttore del Consorzio Padova Sud Stefano Tromboni, chiedono alla Regione che il Consorzio diventi di fatto esso stesso il nuovo Consiglio di bacino. Perché insieme a competenze e personale il Consorzio si era portato dai bacini anche l'oltre mezzo milione di euro di royalties che i cittadini pagano nella bolletta dei rifiuti. E non ci voleva certo rinunciare.

È a questo punto che la storia viene scompaginata dalla ventata di consapevolezza del pateracchio che si stava cercando di mettere in piedi. È il Comune di Piove di Sacco, seguito poi da pochi altri, ad alzare la voce e ingaggiare una guerra di carte bollate fino a trovare ragione: il Consorzio non può diventare Consiglio di bacino. Il conflitto di interessi è di quelli che fanno girare la testa. Intanto però sono passati gli anni. Tanto è vero che il Consiglio di bacino è stato istituito appena due mesi fa - con due anni di ritardo - e ancora non è operativo, dal momento che non sono ultimate le procedure per la liquidazione dei vecchi Bacini. In tutto questo qual è oggi il ruolo del Consorzio Padova Sud? Nessuno che gli sia attribuito dalla legge nell'ambito dei rifiuti. L'attività di coordinamento e controllo spetta la Consiglio di bacino. Non a caso molti Comuni, che con molta calma hanno capito l'antifona, stanno abbandonando il Consorzio.