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Omicidio volontario premeditato per tutti e tre: risolto il giallo di Isabella

Chiuse le indagini per l'assassinio della Noventa. La Cacco accusata anche di stalking nei confronti della segretaria di Albignasego

Cristina Genesin
1 minuto di lettura

PADOVA. Tutti colpevoli per l’assassinio di Isabella Noventa. E nella stessa misura: Freddy Sorgato e la sorella Debora, con la veneziana Manuela Cacco, amante dell’uno e amica dell’altra.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) "Il corpo di Isabella in un cassonetto in zona industriale"]]

Di più: la tabaccaia di Camponogara, Manuela Cacco, dovrà anche rispondere di stalking nei confronti di Isabella tra il settembre 2013 e il settembre 2014, una persecuzione continua avvenuta attraverso chiamate telefoniche offensive, messaggi scritti su bigliettini sempre pieni di ingiurie e cartelli lasciati sul parabrezza dell’auto della vittima, in più occasioni pedinata.

Il pubblico ministero padovano Giorgio Falcone ha concluso formalmente l’inchiesta su uno dei delitti che hanno suscitato maggior interesse nell’opinione pubblica nel corso del 2016: il “giallo” è risolto e le responsabilità chiare almeno secondo gli investigatori.

E così il prossimo passo del magistrato sarà la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei tre, tutti ancora detenuti: Freddy nel carcere Due Palazzi di Padova, dove nel pomeriggio è a colloquio con uno dei suoi legali (il penalista Massimo Malipiero), Debora a Verona e Manuela alla Giudecca di Venezia.

Manuela Cacco 

Era la notte fra il 15 e il 16 gennaio scorso quando Isabella è sparita dopo essere andata a mangiare un pizza con Freddy ad Albignasego, nell’hinterland di Padova. «L’ho accompagnata in piazza Insurrezione in centro a Padova, doveva incontrare un’amica» si era giustificato il camionista con la passione per il ballo, prima con il fratello della segretaria sua fidanzata, poi con la polizia.

Omicidio di Isabella Noventa, la cronistoria

Tutto falso: dopo la serata in pizzeria, Freddy avrebbe raggiunto la sua villetta a Noventa con Isabella. Una villetta all’interno della quale li aspettava Debora. Poi la mattanza: Isabella sarebbe stata colpita alla testa con una mazzetta e poi soffocata con un sacchetto. E il corpo? Fatto sparire forse nel Brenta, forse in qualche altro posto.

Al pm Falcone, Manuela Cacco ha raccontato di essere arrivata nella villetta dopo la mezzanotte: aveva concordato con Freddy una serata nel locale Relax e, solo una volta messo piede in casa, sarebbe stata informata dell’omicidio. Ma gli investigatori non le hanno creduto: anche lei avrebbe partecipato al piano omicida, almeno nella fase progettuale e anche inscenando la sfilata di una “falsa Isabella” per le vie del centro storico padovano indossando il suo piumino bianco, con l’unico obiettivo di depistare le indagini.

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