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Droni nello spazio da diversi anni

L’astronauta Umberto Guidoni parla degli esperimenti americani

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«Pochi lo sanno, ma i droni vanno già anche nello spazio, da diversi anni. Lo studio è americano ed al momento lo scopo è militare, ma nel futuro prossimo potrà essere utilizzato anche per usi civili». L'astronauta Umberto Guidoni, nella sala Carmeli di via Galileo Galilei, parla di un uso ancora poco noto dei droni, che hanno già superato i cieli per spingersi nello spazio. «Negli ultimi anni hanno avuto uno sviluppo eccezionale» continua Guidoni «trovando moltissime applicazioni possibili. L’esperimento nello spazio nasce a fini militari, ma qualcuno ha già ipotizzato che possa essere usato anche come ambulanza, per soccorrere astronauti. È un veicolo capace di rimanere nello spazio per molto tempo, senza bisogno dell'intervento umano. Può atterrare e decollare in maniera autonoma, è un drone molto sofisticato».

Da qui ad una ventina d’anni, poi, si intravede già anche il traguardo della prima passeggiata marziana: «Marte» dice Guidoni «è ormai nell’orizzonte dei giovani che ora iniziano la scuola: l'uomo o la donna che cammineranno su Marte sono già nati, si tratta solo di capire quando ci andranno. Gli ottimisti parlano del 2024, io credo che una ventina d'anni ci vorranno. Il dato di fatto è che oggi l'obiettivo è concreto, nonostante una serie di punti interrogativi che ancora rimangono». Guidoni, ieri, è intervenuto nel corso di una tavola rotonda sui droni per l'agricoltura, durante il quale è stato siglato un accordo di collaborazione tra lo spinoff dell'Università di Padova Neos srl e la ditta Cardtech. L'accordo darà impulso alle attività di ricerca e sviluppo nel campo ambientale ed agroforestale e alle relative applicazioni.

Silvia Quaranta

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