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Neonato salvato in extremis

Era venuto alla luce all’ospedale di Piove con una grave crisi respiratoria. È in terapia intensiva

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PIOVE DI SACCO. Un neonato, venuto alla luce all'ospedale di Piove di Sacco, è stato trasferito d'urgenza nella terapia intensiva neonatale dell'Azienda ospedaliera di Padova a causa di una grave crisi respiratoria. L'episodio è accaduto lunedì, la prognosi rimane riservata, ma il bambino è ormai fuori pericolo di vita. In seguito al parto, il bebè era poco reattivo e presentava difficoltà di respirazione. Il rischio era che la condizione di asfissia potesse causare danni cerebrali irreversibili. I medici dell'ospedale Immacolata hanno chiesto aiuto al servizio di trasporto emergenze neonatali (Sten) che subito ha preso in carico il bebè. Ora il personale di Patologia neonatale si sta prendendo cura del bimbo per stabilizzare le sue condizioni. Il piccolo è sottoposto "baby-cooling" (raffreddamento della temperatura corporea) per proteggere il cervello dai danni di un'asfissia neonatale. L'ipoterapia è un trattamento che abbassa la temperatura corporea fino ai 33,5 gradi per 72 ore: nel corpo del bambino si innesca uno stato di "risparmio energetico", le cellule consumano meno ossigeno, diventano più resistenti, e di conseguenza l'eventuale danno neurologico viene contenuto. L'asfissia perinatale colpisce da 1 a 4 per mille nati a termine. Nei prossimi giorni i medici cercheranno di capire il perché di quell'inattesa crisi respiratoria. Tra le ipotesi c'è una patologia congenita o una sindrome metabolica, analisi più mirate faranno luce sul caso. Il bebè è nato a termine con parto naturale, anche se il sacco amniotico si era rotto qualche giorno prima. Nel frattempo il bimbo rimane ricoverato, è in ripresa e non è stato necessario intubarlo.

Elisa Fais

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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