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Finalmente a casa i quattro gemellini

Nati prematuri ad agosto ora sono stati dimessi. Stanno bene e crescono, ma mamma Judith ha bisogno di aiuto

di Cristina Salvato
2 minuti di lettura

VIGODARZERE. I quattro gemellini nati tre mesi fa hanno finalmente lasciato l'ospedale e si sono riuniti al resto della famiglia a Saletto di Vigodarzere. Stanno bene, tranne un po' di raffreddore che si stanno passando l'uno con l'altro. Ma sono bellissimi, mangiano e crescono che è una meraviglia. Ma che fatica, per mamma Judith, che sperava di contare sull'aiuto di una zia. Alla fine è rimasta sola: scaduto infatti il visto, la zia è stata rimpatriata in Nigeria. «Stiamo aspettando di vedere se le rifanno i documenti per tornare in Italia», racconta la mamma dei quattro bimbi. «Abbiamo chiesto al sindaco di aiutarci con il visto, ma ha risposto che non poteva fare nulla, perché dipende dalla questura. Nei giorni scorsi ci hanno chiamati per annunciarci di aver inviato in questura e al tribunale una relazione per far sì che zia Rose possa tornare in Italia. Aspettiamo di vedere cosa succederà».

Un parto eccezionale. Michael, Gabriel, Rafael e Francis sono nati lo scorso 16 agosto nella Clinica ostetrica di Padova. Prematuri di oltre due mesi, alla nascita pesavano un chilo appena l'uno, ma le loro condizioni di salute erano buone. Per la gioia di mamma Judith Ogechi Uzochukwu, 33 anni di origine nigeriana, e del marito Steve Bona Igwegbe, che avevano già un bimbo di sei anni, Goodluck. L'eccezionalità nel parto consiste nel fatto che i plurigemellari sono rari in Italia, anche perché spesso i medici consigliano i futuri genitori di tenere due embrioni e di rinunciare agli altri, per evitare rischi e complicanze nella gestazione. Una scelta che mamma Judith non si è sentita di fare, preferendo portare avanti la gravidanza per tutti e quattro. Un distacco alla placenta aveva però anticipato di quasi due mesi l'arrivo dei quattro gemellini, nati con parto cesareo d'urgenza.

Finalmente a casa. Essendo nati prematuri, sono rimasti in ospedale per tre mesi e solo da un paio di settimane hanno potuto raggiungere il resto della famiglia a Saletto di Vigodarzere. Stanno complessivamente bene: solo Michael, il primo nato, ha ancora bisogno di una terapia di ossigenazione. Ma è anche il più grande e il più mangione. Francis in questi giorni fatica a dormire perché ha difficoltà a respirare a causa del raffreddore ed è quello che si sveglia più spesso e strilla. Per il resto sono sani, tutti diversi tra loro. Supercoccolati dal fratello maggiore.

Richiesta di aiuto. Ma quattro gemelli neonati, più un bimbo di sei anni, sono davvero un grosso impegno per mamma Judith, priva dell'aiuto della zia. Il figlio maggiore fa quel che può per dare una mano e così anche il papà, seppure torni stanco da una giornata a lavorare come operaio a Campodarsego. «Da quando mia zia è andata via non sono più uscita di casa», spiega mamma Judith, «e ho problemi a trasportarli alle visite. Il Comune, tramite l'associazione Anteas, ci ha messo a disposizione il pulmino per andare alle visite, ma va prenotato in anticipo e non sempre è libero. Io ho bisogno anche di uscire a fare la spesa. Cerchiamo quindi un aiuto a trovare un'auto con sette posti in cui possano starci cinque seggiolini». Come famiglia con nuovi nati e numerosa hanno diritto al bonus bebè, all'assegno di maternità e a un contributo specifico per i parti plurigemellari. Ma quattro neonati costano: soltanto per il latte vanno via 20 euro al giorno, visto che i quattro piccini sono di sano appetito e mangiano ogni tre ore. «La parrocchia mi sta dando un grande aiuto», afferma la mamma, «e a volte mi portano i pannolini e, tramite la Caritas, i vestitini. Ma avrei necessità di qualche persona che venisse alcune ore a darmi un aiuto ad addormentarli o a cambiarli, occupandosi di alcuni mentre io seguo gli altri. Da sola non riesco a farcela».

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