Ubriaco e con il taglierino, il maestro finisce nei guai

A breve il processo per Domenico Petrozzi, docente nella elementare Ardigò di Padova. Genitori sul piede di guerra. Accusato pure di falso: nascose altri precedenti

PADOVA. Tentata violenza privata e porto abusivo di un taglierino: sono i reati contestati al maestro elementare Domenico Petrozzi, 48 anni, nato e residente a Nocera Inferiore in provincia di Salerno, attualmente insegnante nella scuola elementare Ardigò in via Agnus Dei 17 in pieno centro storico, già docente nell’istituto comprensivo di Saonara, alle spalle una recidiva reiterata, ovvero dei reati analoghi commessi negli ultimi cinque anni.

Intorno alle 16 del 20 giugno scorso il maestro, ubriaco e totalmente fuori controllo, scorrazzava per una strada nelle vicinanze di Prato della Valle con un taglierino fra le mani urlando e cercando di bloccare il flusso del traffico con toni minacciosi. Impossibile non notarlo. Molti automobilisti, alcuni impauriti, si erano affrettati ad avvertire la centrale della Polizia municipale: subito era arrivata una pattuglia che lo aveva bloccato e perquisito. Poi la denuncia trasmessa l’indomani alla procura della Repubblica. Da qui la doppia contestazione. L’inchiesta è stata formalmente conclusa dal pubblico ministero padovano Francesco Tonon che, a giorni, notificherà al maestro la citazione diretta a processo.

Un maestro ormai noto nell’ambiente scolastico al quale, dallo scorso settembre, sono state affidate alcune classi di quinta alla Ardigò. Le notizie sui guai giudiziari dell’insegnante si sono presto diffuse. Forte la preoccupazione tra i genitori dei piccoli allievi: non a caso venerdì prossimo incontreranno la dirigente scolastica Chiara Boni, dopo aver espressamente sollecitato un faccia a faccia chiarificatore, pretendendo garanzie per i propri figli. Ma non è l’unico procedimento a carico del docente, finito sui giornali lo scorso aprile per aver falsificato una dichiarazione presentata alle autorità scolastiche. Sempre il pm Tonon ha chiuso l’indagine a carico di Petrozzi pure per il reato di falso ideologico in atto pubblico, reato per cui a breve ci sarà sempre la citazione a giudizio. Lo scorso anno gli uffici amministrativi della scuola Borgato di Saonara, dove nel gennaio scorso aveva preso servizio in base a un contratto a tempo indeterminato, scoprì che risultava pregiudicato, al contrario di quanto scritto nell’autocertificazione firmata dal docente per ottenere l’assegnazione della cattedra nella quale negava di aver riportato condanne penali. Un errore di gioventù o una piccola macchia che può capitare a chiunque nella vita?

«Questa accusa non risulta fra quelle per le quali si applica la sospensione ... La parola passa ai giudici; io osservo soltanto che questi controlli, per quanto di routine, dovrebbero essere svolti a monte, prima della nomina dei docenti, e non a valle, da noi dirigenti» aveva commentato il dirigente scolastico di Saonara Franco Schiavon. Che cosa risultava nel casellario? Il 13 luglio 2005 Petrozzi era stato condannato dal tribunale di Nocera Inferiore per ingiurie (ora depenalizzato), resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi abusivo e danneggiamenti. L’8 febbraio 2014, invece, davanti ai giudici di Padova aveva patteggiato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Per coprire quelle “macchie”, il maestro è inciampato in un altro reato, il falso ideologico. E poi si è aggiunto l’inquietante episodio dello scorso giugno.

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