Dopo i blocchi, chiesti i danni

Conto da 75 mila euro per i 7 dipendenti, ma parte il dialogo

PADOVA. Richieste danni per 75 mila euro a 7 dipendenti della coop coinvolti nei blocchi delle scorse settimane di fronte ai cancelli di Interporto in corso Stati Uniti. «Abbiamo iniziato una procedura di messa in mora per i protagonisti già identificati dei blocchi che si sono susseguiti da settembre fino a qualche giorno fa» ha spiegato il direttore generale di Interporto Roberto Tosetto. «Come preannunciato nei giorni scorsi la società ha iniziato a inviare le richieste danni alle persone coinvolte nei bocchi illegali alcuni dei quali sono soci lavoratori della cooperativa Ellemme che gestisce le operazioni di carico e scarico nei magazzini Pam. Una procedura iniziata con una messa in mora comunicata per iscritto ai soggetti coinvolti che ci siamo trovati costretti a mettere in moto per difendere gli interessi economici della società. Una scelta inevitabile vista la sproporzione evidente fra la questione che ha fatto scattare le protese e una reazione che rischia di causare a Interporto danni milionari». Un gesto per nulla apprezzato dal portavoce di Adl Cobas Gianni Boetto, reduce ieri da un incontro distensivo con il responsabile della logistica del gruppo Pam Ivan Capranica. «Di fronte a intimidazioni di questo tipo che poi lasciano il tempo che trovano anche dal punto di vista della valutazione del danno» ha dichiarato Boetto «non possiamo che evidenziare che si vuole esasperare un clima già teso. Il punto che continuiamo a ribadire è che la modalità dell’espulsione da socio di un lavoratore che non ha mai scelto di fare il socio di una cooperativa è, di per sé, una grave distorsione del diritto del lavoro e pure un inganno. A noi preme questo e la tutela dei lavoratori coinvolti. E tuttavia l’incontro con Pam di questa mattina è andato abbastanza bene. Positivo che la società abbia accettato di incontrarci. Al responsabile della logistica del gruppo abbiamo spiegato le nostre ragioni, e sono state comprese». Ma mentre continua lo scontro tra minacce e carte bollate pare aprirsi uno spiraglio di trattativa: nei prossimi giorni sembra infatti che la Prefettura abbia dato la sua disponibilità per mettere attorno ad un tavolo le parti in causa al fine di scongiurare la scontata, fino ad ora, perdita di circa 70 posti di lavoro che una uscita di Pam da Interporto potrebbe prevedere. «Siamo sempre disposti al dialogo» ammette il direttore di Interporto «Crediamo che un corretto confronto, senza forzature possa permettere l'avvio di tavolo di confronto positivo per tutti». (r.s.)

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