Fabrizio e Rosario sposi a Saletto

A villa Vallaresso Pisani si celebra la prima unione civile della Bassa padovana

SALETTO. La prima unione civile della Bassa padovana sarà quella di Fabrizio Milanello e Rosario Barbera. Domenica mattina Villa Vallaresso Pisani, sede del municipio di Saletto, farà da teatro al primo matrimonio gay da quando, lo scorso maggio, è entrata in vigore la legge sulle unioni civili. Fabrizio e Rosario hanno 54 e 44 anni e si conoscono da oltre nove anni.

Imprenditore di Saletto l’uno e collaboratore scolastico di Montecchio Maggiore l’altro, cinque anni fa furono tra i primi a formare una famiglia anagrafica per vincoli affettivi, in una toccante cerimonia che vide protagonisti anche il deputato Alessandro Zan e Aurelio Mancuso, allora presidente nazionale di Arcigay. A villa La Favorita di Sarego, in quella giornata di festa, arrivarono centocinquanta invitati. Domenica non saranno meno, anzi: «Abbiamo scelto quel giorno perché è il compleanno di Fabrizio» spiega entusiasta Rosario, per anni docente e oggi collaboratore scolastico nel Vicentino, «abbiamo atteso con ansia e speranza questo via libera alle unioni civili da parte dello Stato. In più occasioni ci è stato consigliato di recarci all’estero, ma abbiamo sempre voluto attendere e unirci seriamente nel nostro Paese. Siamo italiani ed è qui che doveva essere celebrato il nostro matrimonio».

«Il rito sarà celebrato da Cinzia Crema, assessore comunale delegato dal sindaco Michele Sigolotto che è stato veramente disponibilissimo e sensibile» continua la coppia, «non potrà essere presente per un altro impegno istituzionale, ma ci ha messo a disposizione tutto ciò di cui avevamo bisogno». Non esattamente come avvenuto a Montecchio Maggiore, dove il sindaco Milena Cecchetto non si è mostrata benevola verso i due: il primo cittadino ha pubblicamente ammesso di non voler celebrare unioni civili, invitando velatamente la coppia a scegliere un altro Comune. Non è peraltro l’unico diniego toccato ai due: qualche mese fa, ad esempio, a Rosario era stato impedito dal parroco di un Comune veronese di fare da padrino alla cresima di un nipote. Poco importa, in questi giorni gli entusiasmi per l’imminente festa e i ferventi preparativi non lasciano spazio a pensieri. Rosario e Fabrizio hanno invitato un’amica tenore, hanno messo in scaletta le marce nuziali e anche un momento in cui si scambieranno solennemente delle promesse. Al termine del rito, sposi e invitati si trasferiranno al ristorante La Conchiglia D’Oro di Monselice.

Nicola Cesaro

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