A processo il maresciallo ex compagno di Debora

Accusato di detenzione illegale di munizioni dopo il ritrovamento di tre proiettili sequestrati nell’armadietto del suo ufficio. Sarà davanti al tribunale militare

PADOVA. La perquisizione nell’appartamento del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Verde, compagno di Debora Sorgato, era stato uno dei tanti colpi di scena nel giallo sull’omicidio di Isabella Noventa. Un mese e mezzo più tardi, il 28 aprile, nell’armadietto situato nell’ufficio del militare (nella caserma in via Rismondo) sono sequestrati tre proiettili calibro 9x19 che non avrebbero dovuto essere lì. Domani prima udienza davanti al tribunale militare di Verona (che ha competenza sull’intero Nordest) per il sottufficiale dell’Arma, chiamato a rispondere di detenzione illegale di munizioni: a difenderlo l’avvocato Carlo Bermone.

Un passo indietro. Il 7 marzo nel carcere femminile di Verona Manuela Cacco, coindagata per l’omicidio della segretaria di Albignasego, sta incontrando per la seconda volta il pm Giorgio Falcone titolare dell’inchiesta sul caso. E sta raccontando ulteriori dettagli sulla notte che ha inghiottito per sempre Isabella. Al magistrato arriva una telefonata urgente: Verde ha appena chiamato i colleghi di lavoro spiegando di aver scoperto nel suo alloggio degli scatoloni con materiale appartenente alla ormai ex compagna Debora Sorgato. I militari dell'Aliquota operativa della Compagnia si precipitano nell’abitazione. E in uno scatolone scoprono (e sequestrano) una busta con 10 mila euro in contanti.

La casa viene setacciata da cima a fondo. Casa che mai era stata perquisita dalla polizia guidata dall’allora vicequestore aggiunto Giorgio Di Munno, anche se adiacente all’alloggio di Debora (i due appartamenti si affacciano sullo stesso pianerottolo) e la donna è stata arrestata solo da qualche settimana. Non solo: Debora andava e veniva di continuo dalla casa del compagno al quale aveva chiesto di poter utilizzare alcuni spazi. I carabinieri aprono anche gli armadi e trovano in un sacco di nylon un'altra montagna di soldi: in totale 124 mila euro.

Spostando un vecchio piumone, sono recuperate due pistole, tra cui una Beretta calibro 7.65 con il colpo in canna e 71 proiettili, e un’Astra di fabbricazione spagnola calibro 9x21 con 51 proiettili. Verde è in una posizione difficile: come ha fatto a non capire nulla lui che aveva un ruolo operativo nell’Arma? Si scava e si scopre che, tra il 2013 e il 2014, aveva effettuato alcuni controlli sul conto di Isabella Noventa nel sistema Sdi (la banca dati riservata alle forze dell’ordine). Poi avrebbe girato quelle informazioni a qualcuno. Era il periodo in cui Isabella aveva presentato le denunce per stalking. Così il 18 maggio viene interrogato per quattro ore dal pm che, nel frattempo, aveva ordinato la perquisizione nel suo ufficio. Il procedimento per detenzione illegale di munizioni (i tre proiettili) è trasmesso alla procura militare veronese; quello per i reati di accesso abusivo alla banca dati e per rivelazione di segreto d’ufficio passa alla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Venezia, competente per la materia.

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