L'avvocato della Cacco: «Ora Manuela esca dal carcere»

Il legale chiede la libertà dopo la sua collaborazione. In aula ha ammesso: «Ho paura di Debora»

PADOVA. «L ’impianto difensivo di Manuela Cacco ha retto alle domande del pm durante l’incidente probatorio. Sempre di più la posizione della mia assistita si ascrive ad una ipotesi di favoreggiamento, anzichè di complicità con Freddy e Debora Sorgato nell’omicidio della segretaria Isabella Noventa. A incidente probatorio concluso ne chiederemo la scarcerazione».

A dirlo con cauto ottimismo, dopo 6 ore di domande da parte del pm Giorgio Falcone a Manuela Cacco, è l’avvocato difensore Alessandro Menegazzo. «Manuela ha sempre detto e confermato nell’incidente probatorio, che Debora Sorgato le ha riferito come Isabella sarebbe stata gettata nel Brenta da Freddy. Omicidio che avrebbe commesso materialmente Debora, con una mazzetta. Il corpo della segretaria padovana però finora non è stato mai trovato, nonostante tutti i tentativi fatti e gli appelli dei familiari di Isabella. Nella ricerca del corpo di Isabella, a Stra perse la vita anche un sommozzatore delle forze dell’ordine».

«Manuela» aggiunge l’avvocato della tabaccaia di Camponogara «a parte qualche piccola confusione, ha confermato venerdì per filo e per segno la versione che ha sempre ribadito e per questo è stata ritenuta credibile anche dai familiari di Isabella e dall’avvocato di parte civile Balduin. Domani dovrà rispondere alle domande dello stesso; ha annunciato che non saranno molte visto che le ha già fatte il pm. Dovrà inoltre rispondere e anche a quelle degli avvocati di Freddy e Debora che erano presenti con i due loro assistiti alle domande che i magistrati facevano a Manuela Cacco».

In merito all’accusa di stalking, Manuela ex fidanzata di Freddy, avrebbe iniziato nei confronti della Noventa una vera e propria persecuzione. La persecuzione era avvenuta attraverso sms, bigliettini anonimi, telefonate, pedinamenti: il tutto durato più di un anno. Tutto era cominciato nel settembre 2013, quando era agli albori la storia tra Freddy e Isabella. Lo aveva raccontato la stessa Isabella in una delle sei denunce per stalking presentate tra il novembre 2013 e il settembre 2014 nel commissariato Stanga. «Alla mia assistita» prosegue Menegazzo «non è arrivato ancora alcun avviso di garanzia».

Manuela sarebbe però finita nel registro degli indagati. «Quando arriverà l’avviso di garanzia appronteremo una linea difensiva anche per questa accusa», sottolinea il legale, «Quello che appare sempre più chiaro, ribadisco, è che Manuela non ha ideato né realizzato questo delitto con i fratelli Sorgato e per questo a incidente probatorio concluso ne chiederò la scarcerazione».

La deposizione della Cacco, che fino ad ora ha sostanzialmente confermato le accuse fatte negli interrogatori, non può che rappresentare un passo importante per la pubblica accusa. La ricostruzione di venerdì è a tutti gli effetti una prova processuale. Domani è ipotizzabile che i legali della difesa punteranno a farla passare per una teste poco credibile. Chi era in aula venerdì sostiene che Manuela ha dato l’idea di raccontare la verità, anche se la ricostruzione dell’omicidio lo avrebbe appreso solo da quanto le avrebbe riferito Manuela. La tabaccaia si sarebbe un po’ tradita su alcuni messaggini scambiati con Freddy, ma erano davvero tanti e potrebbe essere normale. Quando il magistrato le ha chiesto: «Lei ha paura di Debora?» Lei ha risposto di sì. «Perchè ha un carattere aggressivo e un conto era finchè le ero amica, ma adesso è ben diverso». Ricordato in aula il particolare che Debora voleva incontrare in carcere Manuela, un evento però che il sostituto procuratore Falcone non ha autorizzato. Cosa voleva dirle di così urgente?

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